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Ospita il cane dell'amica e vende i cuccioli dopo il parto: finisce in tribunale

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Roberto Minelli
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Un bel cane femmina, di razza pregiata. Molti i complimenti piovuti su quell'esemplare di cui la padrona, di certo, era sempre andata fiera. E all'orizzonte c'era pure un lieto evento: l'ampliamento della “famiglia”. Siccome una donna di sua conoscenza si era interessata all'animale, la proprietaria non ha trovato niente da ridire quando lei si è offerta di ospitare la femmina Golden Retriever a casa sua per il parto. Tutto liscio, quattro splendidi cuccioli in cerca di affetto hanno visto la luce. C'è però un “ma”. Perché sulla sorte dei cagnolini la proprietaria del cane che li ha messi al mondo non ci ha visto chiaro. Tanto che ne è nato un processo dove l'altra donna - assistita dagli avvocati Giuseppe Caforio e Luigi Egidi - si dovrà difendere dall'accusa di truffa e appropriazione indebita (la proprietaria del cane chiede di essere parte civile) insieme alla figlia. In base al capo di imputazione, secondo la proprietaria l'accordo era che avrebbe lasciato un cucciolo in cambio dell'ospitalità concessa al cane femmina, mentre tutti e quattro cuccioli sarebbero stati venduti dall'altra donna al presso di 600-700 euro l'uno, anche se alla proprietaria - in base al suo racconto - era stato detto che erano stati “regalati”.