Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Sollecito grida la sua innocenza: "Il memoriale di Amanda mi scagiona"

Sollecito con l'avvocato Bongiorno

Eleonora Sarri
  • a
  • a
  • a

"Sia io che la mia famiglia crediamo nell'innocenza di Amanda, crediamo profondamente nella sua innocenza. Non esiste nessuna ritrattazione da parte mia". Lo ha detto Raffaele Sollecito a Roma, durante la conferenza stampa in cui vengono illustrati i punti del ricorso in Cassazione contro la sentenza di appello bis che ha condannato lui e Amanda per l'omicidio di Meredith. "In tutti questi anni io ho parlato di me. Delle prove scientifiche contro di me. Io chiedo oggi, nel 2014: se la base fondante di una colpevolezza è un memoriale scritto in carcere da Amanda, in cui sono descritti dei fatti fondanti per la condanna e in cui in realtà io vengo scagionato, allora io mi chiedo io cosa c'entro". "Quello che abbiamo notato - ha proseguito - è il fatto che i giudici di Firenze non basano la loro convinzione di colpevolezza sulle prove scientifiche, ma la base fondante della condanna è tutta appoggiata su un memoriale che ha scritto Amanda mentre era in prigione a Capanne. In questo memoriale lei mi scagiona completamente e mi dichiara assolutamente estraneo". A parlare anche l'avvocato di Raffaele Sollecito, Giulia Bongiorno: "Noi crediamo nell'annullamento in toto per entrambi. Se però si dicesse che sono troppe le anomalie per quanto riguarda Amanda Knox, se i giudici dovessero credere che effettivamente sono anomalie, approfondiscano cosa significano anomalie per Amanda. Non le estendano a Sollecito. Amanda non dice mai Raffaele era con me. La sentenza di Firenze dice di credere al fatto che Amanda quando dice di essere nella casa al momento del delitto dice la verità. Se si crede a quello che dice Amanda nel suo memoriale, allora bisogna crederle anche quando dice che Raffaele non c'era. Non si può trascinare Sollecito nella posizione di Amanda". L'avvocato Bongiorno ha anche annunciato la presentazione di un ricorso alle sezioni unite della suprema corte di Cassazione.