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Picchia e perseguita la ex per avere la cittadinanza, arrestato pericoloso stalker

Eleonora Sarri
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Catturato pericoloso stalker tunisino. Nel pomeriggio del 28 giugno si è conclusa la delicata indagine svolta dagli uomini della sezione terza “Reati contro la persona” della squadra mobile, diretti da Marco Chiacchiera e coordinati dall'ispettore capo Sergio Ragni. L'operazione nasce dalle vicende di un soggetto tunisino, già conosciuto alle forze dell'ordine e clandestino sul territorio nazionale il quale, nel corso e dopo la fine di una relazione con una giovane di origine polacca, in diverse occasioni tutte oggetto di denuncia-querela da parte della povera vittima, ha messo in atto una serie di comportamenti ossessivi, minatori e violenti al fine di convincere la donna, con la forza, a proseguire la loro relazione ed a poter riconoscere la figlia nel frattempo nata durante la loro relazione. Tutto questo, come specificato dalla questura, non per amore o per senso di responsabilità paterna, bensì per il semplice scopo di ottenere un regolare permesso di soggiorno. Il trentenne tunisino fin dai primi mesi della sua relazione con la giovane polacca, aveva sempre manifestato tutta la sua violenza in casa, anche per motivi futili e banali. Quando nel marzo del 2013 la sua compagna dà alla luce una bambina, a seguito di una aggressione particolarmente violenta da parte dell'uomo, la donna è costretta a lasciare l'Italia e a trovare rifugio nel suo paese di origine, la Polonia. Dopo qualche mese, però, deve fare rientro in Italia per sottoporre la piccola appena nata a determinate cure mediche delle quali ha bisogno, e così ricomincia l'incubo: in diverse occasioni il tunisino la chiama, le invia dei messaggi minatori e, aspettandola sotto casa, quando la vede la riempie di schiaffi, pugni e calci perché vuole assolutamente ricongiungersi con lei e riconoscere formalmente la figlia per poter regolarizzare la sua posizione in Italia. Nel maggio del 2013 viene individuato a “Fontivegge” e colpito da un provvedimento di espulsione del Questore di Perugia e subito dopo accompagnato al Cie di Trapani, ma da lì non solo continua a minacciare via sms la donna di inviarle dei “sicari” che le avrebbero sottratto la bambina, ma riesce ad allontanarsi, facendo nuovamente sprofondare la povera giovane nel più profondo terrore. Così dopo poco si ripresenta sotto casa di un'amica della ex, dove la donna, con la figlia, aveva intanto cercato rifugio inutilmente. Da qui il proposito definitivo di lasciare Perugia e di trasferirsi da alcuni familiari in provincia di Bergamo anche se il tunisino riuscirà a individuare la sua vittima anche questa volta. Immediate le indagini della squadra mobile che come obiettivo avevano quello di mettere in sicurezza la donna e la bambina. Da qui il provvedimento del gip di Perugia Alberto Avenoso su richiesta del pm Paolo Adragna: emesso un provvedimento di cattura a carico del tunisino, sottoposto alla misura cautelare personale della custodia in carcere, in quanto resosi responsabile dei delitti di stalking e lesioni personale aggravate ai danni della ex convivente. La cattura dello stalker ha rappresentato il momento di maggiore preoccupazione della vicenda, dal momento che l'uomo è stato rintracciato in provincia di Bergamo, nelle immediate vicinanze del nuovo domicilio della sua ex compagna. Il tunisino è stato accompagnato nella più vicina struttura carceraria, a disposizione dell'autorità giudiziaria perugina. L'uomo è conosciuto per violazione delle norme sull'immigrazione clandestina, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, minaccia, inoltre è stato destinatario di ordine di espulsione sia del Questore di Perugia che del Questore di Milano.