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Pagano le tasse ma risultano evasori: commercialista nei guai

Roberto Minelli
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“Tasse da pagare? Nessun problema. Non ti preoccupare, ci penso io a sistemare la questione”. Così assicurava i suoi tantissimi clienti. Che della sua professionalità, per diversi anni, si erano pienamente fidati. Mai un errore, mai una correzione. Nel tempo, però, qualcosa è cambiato. Perché in molti hanno iniziato a ricevere cartelle esattoriali per tasse non pagate per importi da 40.000, 30.000, 20.000 e 2.000 (un danno che, attualmente, supera in totale i 170.000 euro) nonostante gli assegni staccati in mano, le fatture e le varie ricevute di pagamento. Quindi, la professionista non avrebbe pagato tasse e contributi dall'Inps, almeno secondo la ricostruzione dell'accusa. “Intascando quei soldi”. Tanto che ora dovrà rispondere di “appropriazione indebita aggravata”. La brutta storia è tornata in aula dopo che il pubblico ministero aveva emesso il decreto di citazione diretta (per reati del genere non si passa attraverso il filtro dell'udienza preliminare). Il giudice, chiesta l'integrazione del contradditorio, ha rinviato tutto alla prossima udienza.  Il danno e beffa Tra le persone “raggirate” ci sarebbero anche avvocati, medici e addirittura esponenti della curia. Oltre che semplici commercianti, che si sono presentati in tribunale. E si ritorna alla vicenda. Iniziata quando uno dei clienti aveva scoperto di non aver mai presentato la dichiarazione dei redditi per gli anni 2009-2010 e di non aver mai pagato le tasse. Stessi problemi per il titolare di un esercizio pubblico che si era ritrovato con cartelle per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e dei contributi. Da metà del 2011 la commercialista si è come volatilizzata. Mentre le sue vittime continuano purtroppo a pagare. Evasori, quindi. Ma senza colpa.