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Un milione per entrare al San Francesco

Federico Sciurpa
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Un milione di euro circa. E' l'offerta per entrare al San Francesco. Una quota pari a più di un terzo del capitale sociale. E' contenuto nelle due pagine di lettera-manifestazione di interesse della famiglia Panerai (non quella degli orologi, ma quella che aperto lo store Marina Militare dentro lo scalo) inviata ormai un anno e mezzo fa ai vertici della Sase. Un po' datata ma l'unica ad oggi. Panerai ha confermato l'interessamento negli ultimi contatti con i gestori dello scalo. LEGGI l'articolo sui nuovi voli Se allora si poteva pensare ad una partecipazione diretta con entrata nella società, adesso con la concessione, si impone una selezione ad evidenza pubblica, una gara europea. La forma prevista può essere quella di cessione di quote o l'aumento di capitale, dopo una due diligence che provvederà a quotare il costo complessivo dell'infrastruttura, ivi comprese le opere pubbliche di collegamento I soldi complessivi spesi sull'ex Sant'Egidio sono 60 milioni di euro. Le perdite annuali ripianate dagli enti pubblici sono state costanti, circa dodici milioni (tanto la Sase aveva chiesto come risarcimento per la mancata concessione ventennale) in poco più di un lustro. Ad oggi le azioni a disposizione sono 33.718, dal valore di 44,5 euro ciascuna, dopo l'operazione di abbattimento di capitale (2 milioni di euro) per ripianare le perdite e la successiva ricapitalizzazione a seguito del “rosso” 2013 pari a 1.496.630 euro. E' arrivato un milione e mezzo di euro nelle casse della Sase, suddiviso tra i soci, pubblici privati. A prendersi il fardello più grande, in linea con le quote possedute, sono Camera di commercio di Perugia e Regione. L'ente camerale ha 34,5% della società, e sul piatto mette 518mila euro. Mentre palazzo Donini attraverso Sviluppumbria, detiene il 32,95%. Seguono Unicredit (12,03%), e i soci con le quote meno importanti, tra cui il 5% di Confindustria e il Comune di Perugia (5,7%). Il nuovo business plan 2013-2015 si prefigge di toccare i 400 mila passeggeri con un investimento tutto sommato di 3,8 milioni di euro. Denari che appunto servono anche per colmare le perdite. Intanto si ampia l'offerta commerciale e di servizi . La Flybagwrap ha presentato giusto venerdì il nuovo servizio “proteggi valigie”. Un kit brevettato denominato flybakit, acquistabile per proteggere da soli le proprie valigie, prima di ogni viaggio. La pellicola di Flybagwrap - informano dalla ditta con una nota - è trasparente azzurra, riconoscibile, identificabile subito sui vari sistemi di smistamento automatizzati. Il servizio garantisce una assicurazione smarrimento, fino a 3000 euro. Il costo dell'impacchettamento è di dieci euro a pezzo.