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Tumore al seno non diagnosticato, medico a processo

Roberto Minelli
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Un noto radiologo è finito davanti al giudice con l'accusa di lesioni personali colpose. L'uomo è stato appunto accusato per "l'imperizia e la negligenza nell'esercizio della professione medica". I fatti nel 2008 a Città di Castello. Una signora si sottopone ad un controllo al seno per accertare che tutto fosse a posto. Un esame di routine, che la donna svolgeva puntualmente. Tutto nella norma, quindi. La signora però si fa visitare un anno dopo da un altro dottore. E la diagnosi questa volta è terribile: c'è un carcinoma presente nella mammella destra. In fase avanzata. Che si “era già sviluppato proprio un anno prima”, ma che quel “radiologo non aveva proprio individuato”. Da questo preciso istante inizia il calvario della poveretta, che decide di curarsi nel noto Istituto oncologico di Milano. Dove il professore responsabile, vista la gravità della situazione, la sottopone ad una mastectomia totale alla mammella destra, ad una mastectomia invece parziale di quella sinistra, alla rituale chemioterapia e all'asportazione dei linfonodi ascellari. Insomma, un intervento a dir poco radicale, aggressivo, quasi invasivo. Che forse poteva essere evitato. E proprio da qui scatta la delicata inchiesta, poi sfociata nel palazzo di giustizia. La donna si è costituita parte civile insieme al marito, chiedendo un risarcimento di svariati milioni di euro. Il prossimo round del processo è stato fissato per il 24 settembre. Servizio completo nel Corriere dell'Umbria del 17 maggio