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Un ricordo di Carlo Pacifico, medico e futurista di complemento

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Massimo Duranti
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Se n'è andato pochi giorni fa, in silenzio, con la consueta signorilità e discrezione. Carlo Pacifico non è stato soltanto un noto medico, ma un personaggio a tutto tondo della vita sociale e culturale perugina della seconda metà del '900. Aveva superato i novanta ma, nonostante gli acciacchi, non li dimostrava. Il suo curriculum è ricchissimo e spazia, appunto, dall'impegno professionale e nelle organizzazioni di categoria (è stato - fra l'altro - Presidente dell'Ordine dei medici dal 1979 al 1993 e consigliere dell'ospedale) a quello della vita pubblica (è stato consigliere comunale nelle fila del Psdi nel 1965 e poi consigliere provinciale) e culturale (è stato Presidente degli Amici del Teatro). Incarichi nei quali mise tutto il suo straordinario e disinteressato entusiasmo. Era molto affascinato dalla musica, al jazz in particolare, ma soprattutto dall'arte. Il Jazz gli procurò, giovanissimo studente liceale, una bella rogna. Nel 1941 fu selezionato per un incontro culturale a Firenze nel corso del quale i giovani fascisti dovevano elaborare una piccola tesi. Lo "spregiudicato" Pacifico tessé l'elogio dell'esterofilo Jazz. Apriti cielo! Fu "arrestato" in attesa di essere rispedito immediatamente a Perugia; ma soprattutto fu espulso dalla scuola pubblica, tant'è che l'ultimo anno di liceo dovette frequentarlo in una scuola privata di un'altra città e presentarsi alla maturità come privatista. Dopo un mese ricevette però una inaspettata e straordinaria lettera. Nella giuria a Firenze c'era nientepopodimenoché Filippo Tommaso Marinetti, il capo del Futurismo, il quale si congratulò a posteriori per la sua tesina, definendola la migliore, ma ironizzando che era di un genere "proibito". I due continuarono a scriversi e Pacifico fu nominato "futurista ad honorem" diventando grande amico di Gerardo Dottori e di Alessandro Bruschetti e appassionato d'arte. Alla vedova, l'amatissima Mirella e ai figli Marina e Andrea le condoglianze più sentite.