Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Sciarpa e berretto: ecco il look del palpeggiatore che si è aggiunto ai problemi della città

Chissà se con la primavera la mimetizzazione cambierà. E' mattiniero e si muove soprattutto tra Elce, PortaPesa e corso Garibaldi

Andrea Niccolini
  • a
  • a
  • a

"In città ci mancava solo un palpeggiatore”. E' il commento che va per la maggiore tra i perugini diventati piuttosto sensibili sul tema della sicurezza. Nei bar e per strada, soprattutto in centro, si parla spesso del fantomatico aggressore col vizio di toccare ignare passanti. Tutte colte alla sprovvista mentre camminavano in strada per i fatti loro, a volte finite rovinosamente a terra pur di impedire all'uomo di allungare le mani. Senza successo, però. Perché il palpeggiatore è davvero irriducibile e va dritto all'obiettivo prima di scappare a gambe levate. Il classico fulmine a ciel sereno. Si presenta di solito col volto parzialmente coperto. Bastano un berretto e una sciarpa a confondere le acque. Chissà se con il bel tempo cambierà look. Quando si avvicina alle vittime designate (non pare seguire un particolare ‘filone'), non dice niente, agisce e basta. Nemmeno una parola. Impossibile, dunque, dire alcunché sulla sua nazionalità perché nessuno ne avrebbe finora colto l'accento. Altra caratteristica: c'è una omogeneità per quanto riguarda i luoghi e la tempistica degli episodi. Il triangolo in cui ha fatto più volte la sua comparsa è compreso tra corso Garibaldi, Elce e Porta Pesa. Ma non solo, putroppo. Il raggio d'azione a volte si amplia. Di preferenza, poi, agisce in un arco orario mattutino. Anche sotto questo profilo, però, non mancano le eccezioni. Tutte queste “varianti” non agevolano certo l'attività di chi cerca di rintracciarlo.