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Escort segnalataper evasione fiscaledalla Fiamme gialle

Nel giro di pochi anni aveva accumulato la fortuna di 500 mila euro e acquistato un appartamento

Claudio Bianconi
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Nel quadro delle direttive a tutela delle entrate tributarie questa volta sotto la lente d'ingrandimento dei militari della Compagnia della Fiamme Gialle di Perugia è finita una cittadina spagnola, di origine colombiane, poco  più che trentenne, che pur manifestando un elevato tenore di vita risultava tuttavia essere senza alcuna apparente fonte di reddito. In esito all'esecuzione di specifiche indagini anche a carattere finanziario avviate dalle Fiamme Gialle perugine è stato così possibile appurare che la signorina ritraeva il proprio sostentamento dal sistematico esercizio dell'attività di accompagnatrice, per cui, nel giro di qualche anno, aveva accumulato proventi per un importo complessivo di circa € 500.000. Infatti dall'analisi delle movimentazioni eseguita sul conto corrente a lei riconducibile sono state rilevate numerosissime operazioni di accredito di contanti, con cadenza quasi giornaliera ed anche per importi di diverse migliaia di euro, che la donna non ha potuto in alcun modo giustificare. I successivi approfondimenti patrimoniali svolti sul conto della donna hanno poi confermato il carattere economico dell'attività svolta, atteso che la stessa risultava aver acquistato, nel giro di tre anni, un appartamento ed un garage del valore complessivo di circa 250.000 euro, ricorrendo solo per una minima parte alla sottoscrizione di un mutuo peraltro di trascurabile importo. Beni immobili che i finanzieri hanno ora segnalato all'Agenzia delle Entrate per la conseguente applicazione delle previste misure cautelari a tutela della pretesa erariale richiedendo altresì l'apertura d'ufficio di una Partita Iva a nome della donna. Quindi fare l'accompagnatrice, o “escort” con un'espressione oggi in voga, implica la realizzazione dei relativi proventi ed obbliga comunque al rispetto degli adempimenti contabili e fiscali previsti per l'esercizio di un'attività di lavoro autonomo. Più volte infatti anche la Corte di Cassazione ha statuito la soggettività tributaria passiva di chi si dedica all'esercizio di un'attività preordinata alla prestazione di servizi sessuali in cambio di una controprestazione in denaro o in natura. (Corte di Cassazione, sentenza n. 4589 del 26/02/2009, sentenza n. 5913 dell' 11/03/2010 e sentenza n. 10578 del 13/05/2011) In particolare secondo tale orientamento giurisprudenziale il reddito della contribuente – escort così come ricavato dall'esercizio dell'attività di meretricio deve essere assoggettato a tassazione a fini Irpef. Sul punto (circa, cioè, la qualificazione della prostituzione in termini di prestazione di servizi con retribuzione) si era, altresì, espressa anche la Corte di Giustizia delle Comunità europee, con la sentenza 20 novembre 2011, n. 268. Con tale decisione veniva affermato che “una prestazione di lavoro subordinato o una prestazione di servizi retribuita deve essere considerata come attività economica ai sensi dell'art. 2 del Trattato CE, purché le attività esercitate siano reali ed effettive e non tali da presentarsi come puramente marginali e accessorie”, e che "la prostituzione costituisce una prestazione di servizi retribuita, che rientra nella nozione di attività economiche, demandando al giudice nazionale di accertare in ciascun caso, alla luce degli elementi di prova che gli sono forniti, se sussistono le condizioni che consentono di ritenere che la prostituzione sia svolta come lavoro autonomo, ossia: senza alcun vincolo di subordinazione per quanto riguarda la scelta di tale attività, le condizioni di lavoro e retributive, sotto la propria responsabilità, e a fronte di una retribuzione che gli sia pagata integralmente e direttamente”.La donna è stata peraltro segnalata alla locale Procura della Repubblica per evasione fiscale.