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Arrivano gli allevamenti di api in centro

Sabrina Busirivici
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Un miele “made in centro storico”. E' il risvolto più singolare del progetto portato avanti da alcune associazioni di promozione sociale e che ha vinto un bando regionale classificandosi al primo posto. Il progetto aveva una finalità sociale, attraverso il recupero di spazi da restituire all'aggregazione, con il coinvolgimento di una residenzialità appartenente a diverse fasce di età, anziani inclusi. Capofila è l'associazione Borgo Sant'Antonio, con la collaborazione di Borgo Bello e dell'associazione Porta Eburnea. Giovedì alle 19 al Circolo del Tempo Bono sarà presentata la conclusione del progetto, che ha comportato, tra l'altro, l'installazione di sette arnie in uno spazio sotto le mura urbiche lungo viale Sant'Antonio, parte del fosso del Bulagaio, e di altre due al parco della Cupa, sul versante che guarda verso l'istituto Don Bosco. Nel primo caso, le arnie sono già popolate, tanto che giovedì alle 17.30, al giardino Enel di Corso Bersaglieri, sarà offerta una degustazione del primo “Miele del borgo”, che in futuro, magari, potrà anche essere commercializzato. Ma non è questo l'obiettivo principale, si diceva. L'operazione si inscrive nella riqualificazione di spazi urbani a favore della socialità. Nel caso di Borgo Sant'Antonio, si è puntato su una zona un tempo coltivata ma che negli anni aveva assunto il volto di una selva impraticabile e piena di rifiuti. Ora quei circa 500 metri si sono trasformati in terrazze dotate anche di un sistema di scolo dell'acqua piovana per irrigare, ponticelli, percorsi. Già effettuata anche la piantumazione di erbe aromatiche. Ma, “per dare ancor più senso allo spazio, abbiamo puntato sulle api, la cui presenza apre la via a progetti didattici, visto che ci sono pure arnie a ciò dedicate. Non escluso che le api possano essere impiegate nell'ambito di un progetto per il monitoraggio dello stato dell'ambiente”, spiega il portavoce dell'associazione capofila, Nicola Tassini. La dimensione sociale dell'operazione passa anche per il coinvolgimento di ragazzi extracomunitari inseriti nel progetto Sprar. “Due giovani della Sierra Leone e della Nigeria, dopo mini corsi sull'apicoltura a cui hanno partecipato anche altri ragazzi, continuano a collaborare con noi”, ricorda Tassini. Nel Borgo Bello, invece, l'adesione al progetto ha comportato la sottrazione a parcheggio improprio di un'area di fronte al Circolo del Tempo Bono e all'arena su cui si affaccia anche il Tieffeu: arredata con panchine ricavate da tronchi di legno, si candidata a diventare il belvedere del borgo per la splendida vista che offre su Assisi.