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Si intascano i soldi dei tributi locali, condannati società e titolari

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Alessandro Antonini
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I soldi dei tributi destinati ai comuni umbri se li intascavano loro. Oltre 23 mila euro in tutto. Due responsabili della società privata di riscossione “attraverso numerosissimi storni, prelievi, bonifici si appropriavano, anche indirettamente attraverso familiari o società riconducibili , delle somme che avrebbero dovuto essere trasferite agli enti locali”. Per questo la Corte dei conti ha condannato la società e i due responsabili della ditta a rifondere il maltolto alle amministrazioni del cuore verde. Il Comune di Acquasparta deve riavere 1.561,62 euro; quello Narni 5.625,51 euro; Bastia Umbra 9.913,28 euro; Deruta 297,64 euro; Collazzone 1.569,72 euro; Gualdo Cattaneo 1.175,53 euro; Torgiano 2.858,72 euro. L'agente contabile - hanno scritto i giudici - è tenuto a corrispondere all'amministrazione il denaro di cui ha avuto il maneggio essendo responsabile di ogni ammanco. E non c'è la prescrizione che era stata invocata dalle difese. Essendo le somme percepite dall'agente di riscossione relative agli anni compresi tra il 2008 ed il 2013, il credito attivato dalla procura regionale non è prescritto essendo stato notificato l'invito a dedurre nel gennaio 2018.