Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Non si ferma all'alt e semina il panico in autostrada

Esplora:

Roberto Minelli
  • a
  • a
  • a

I poliziotti della squadra mobile di Roma in transito in autostrada nei pressi di Roma in direzione Nord hanno visto una persona sospetta a bordo di un veicolo in circolazione e hanno deciso di sottoporla a controllo. Alla vista della paletta che gli imponeva l'alt l'uomo ha accelerato e gli operatori, senza perderlo di vista, lo hanno inseguito a velocità sostenuta chiedendo anche l'ausilio delle pattuglie della polizia stradale di Roma Nord. Il conducente in fuga ha accelerato tentando di far perdere le proprie tracce. Durante l'inseguimento, le pattuglie hanno tentato di avvicinarsi più volte, ma il conducente ha iniziato a scartare pericolosamente tra le corsie dell'autostrada creando scompiglio e pericolo per gli utenti in transito. E' stata pertanto avvisata la polizia stradale di Orvieto che, rallentando abilmente ed in sicurezza il traffico davanti, ha costretto il fuggitivo ad una manovra di emergenza per fermarsi alcuni chilometri prima di Orvieto. Raggiunto dalle pattuglie, il fuggiasco ha tentato un'ultima precipitosa fuga a piedi lungo la carreggiata scavalcando anche la rete di protezione dell'autostrada. Immediatamente bloccato, è stato sottoposto a perquisizione personale estesa anche al veicolo condotto nel quale, abilmente occultate all'interno della ruota di scorta, sono state rinvenute una pistola Browning calibro 22 risultata oggetto di furto a Prato nel maggio 2015 e una pistola Tanfoglio cal. 9x21 con matricola abrasa, entrambe munite di proiettili e perfettamente funzionanti. L'uomo, messo in sicurezza e accompagnato negli Uffici della sottosezione polizia di Orvieto, è risultato essere un albanese di 27 anni pluripregiudicato per reati anche di notevole gravità contro la persona e contro il patrimonio, irregolarmente presente sul territorio italiano. Il soggetto, particolarmente pericoloso, è stato arrestato per porto abusivo di arma con matricola abrasa e ricettazione dell'arma già rubata e associato al carcere di Viterbo.