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La musica nella mia vita

Andrea Tomassini
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“La musica, come la vita, si può fare in un solo modo: insieme”. Queste le parole pronunciate dal grande maestro Ezio Bosso, dopo la commovente esibizione al Festival di Sanremo 2016. Ciò che più mi ha colpito di questa frase non è stato tanto il concetto di “insieme”, quanto il paragone della musica con la vita. Spiegare il motivo di questa mia affermazione è un po’ complesso.  Innanzitutto occorre partire dal fatto che io sono disabile dalla nascita a causa di una paralisi cerebrale infantile che mi limita dal punto di vista motorio (soprattutto per quanto riguarda la parte sinistra del corpo) e nella corretta articolazione linguistica. Ma, a mio parere, ci potrebbe essere un motivo scientifico alla base di almeno una tra queste due “limitazioni”, la seconda (studiato a scuola, peraltro). Il cervello umano è diviso in due emisferi: quello sinistro, che è specializzato nelle funzioni riguardanti il linguaggio, oltre che la logica; e quello destro, che controlla le capacità intuitive e le attitudini musicali. Pertanto da quanto appena scritto, si può desumere che la paralisi che ho avuto pochi mesi prima di nascere mi abbia colpito soltanto nell’emisfero sinistro, proprio quello corrispondente alla parte del corpo che muovo peggio, lasciando completamente intatto l’emisfero destro. Non a caso mi reputo una persona abbastanza intelligente e suono il pianoforte da quando avevo quattro anni. Quindi probabilmente se fosse stato l’emisfero destro ad essere colpito, io non sarei mai stato in grado di fare musica. In conclusione perciò, io credo che questo sia un segno del destino … perché è vero che sono nato disabile e finora sono stato costretto ad affrontare tutte le difficoltà del caso, ma è altresì vero che ho sempre avuto un dono bellissimo: quello della musica, che unisce tutti, proprio come Ezio Bosso intendeva dire con quel suo “insieme”.

Andrea Tomassini