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Elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria: il cerino passa ora al governo

Federico Sciurpa
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Alcuni dati sono di un’evidenza solare: il crollo dei 5 Stelle, il ritorno del bipolarismo, il mancato sfondamento di Salvini, la resistenza del Pd e, in Calabria, di Forza Italia. Sotto la superficie, il risultato del voto in Emilia e Romagna e in Calabria è il fedele specchio dello stato del Paese. Tornano cioè a configurarsi due Italie: una insediata nelle zone più sviluppate, ad esempio nel cuore dell’Emilia intorno a Bologna, l’altra nelle aree più deboli, come nelle province periferiche emiliano-romagnole e in tutta la Calabria. Due Italie diverse non solo per il reddito. Diverse soprattutto nel modo di esprimersi e di comunicare. La prima, che ha scelto Bonaccini, preferisce affidarsi all’argomentazione razionale, all’analisi dei fatti, a una comunicazione non retorica; la seconda, che sta dietro alla sirena Salvini, si abbandona al lato emozionale – soprattutto alla rabbia per la propria condizione – si esprime con la pancia, vuole credere alle promesse anche quando sono palesemente irrealizzabili. Queste due Italie si fronteggiano in attesa dello show-down: la resa dei conti nelle prossime elezioni politiche. Nel frattempo il cerino passa nelle mani del governo nazionale. Il quale ha un grande punto di debolezza e una possibile chance. Il punto di debolezza è costituito dall’incerto sostegno dei parlamentari 5 Stelle eletti soprattutto nel Sud. Vista l’aria che tira, molti di essi potrebbero essere tentati da trasmigrazioni in porti più sicuri per eventuali rielezioni: più probabile che si orientino verso destra che verso sinistra. La possibile chance, in caso di tenuta dell’attuale maggioranza, è correlata alla capacità di Conte & C. di realizzare politiche che ridiano slancio all’economia, favoriscano l’occupazione, contrastino efficacemente la povertà, affrontino senza tentennamenti la questione della sicurezza e della giustizia. Il tutto in un contesto oggettivamente irto di difficoltà. Forse nessuno, oggi, vorrebbe essere nei panni del presidente del consiglio, ma è bene essere consapevoli che le sorti di un Paese non dipendono mai dalle mosse di un singolo personaggio ma dai comportamenti quotidiani di tutti i cittadini. Roberto Segatori