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E il buco di bilancio di Montefalco?

Mauro Barzagna
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Roberto Segatori
Caro Direttore, gli articoli su Bianconi e il Pd del Corriere dell’Umbria dell’8 e 9 ottobre innovano radicalmente (e finalmente) il placido tran tran di cinquant’anni di informazione in Umbria. Non che in passato non siano emerse notizie eclatanti. Basti pensare ai casi ternani che hanno portato alle vittorie di Ciaurro ieri e di Latini oggi, e alle vicende che hanno riguardato ultimamente il vertice politico della Regione e del Pd. In tali situazioni però ad avviare il tutto è stata l’azione della magistratura, mentre i giornali si sono limitati a seguirla. Su Bianconi invece è stato un giornalista, un tuo giornalista, a rivelare fatti poco conosciuti. Se Verini potesse fare un passo indietro da commissario politico al giornalista che si professa, dovrebbe riconoscerti il merito di aver riportato il giornalismo al suo vero ruolo di “cane da guardia”. Peraltro i fatti segnalati non sono neppure illegali. Al contrario, a mio avviso, non c’è che da ammirare un imprenditore – Bianconi appunto – che riesce a muoversi tra le maglie della burocrazia post-terremoto con progetti intelligenti e con un innegabile rischio d’impresa. Certo, ci sarebbe poi da vigilare sul potenziale conflitto di interessi tra controllore e controllato, ma sicuramente il Corriere che dirigi lo farebbe senz’altro. Resta solo un dubbio da chiarire ai lettori del tuo giornale: quello scoop si deve solo al fatto che lavori per un giornalismo “casa di vetro”, o perché più banalmente ti muovi su una linea politica avversa al centro-sinistra? Per carità, sarebbe tutto legittimo, ma il tuo curriculum di giornalista d’inchiesta all’Espresso e al Fatto Quotidiano, e i libri che hai scritto, mi porterebbero a pensare che per te viene prima di tutto il disvelamento delle magagne di chi è stabilmente il potere (e quindi il Pd in Umbria). Ma non sono a chiederti una risposta fin troppo facile. Troverei ad esempio più convincente se l’ottimo Antonini si dedicasse ad un’inchiesta parallela sui reali dati di bilancio lasciati in eredità da Donatella Tesei al Comune di Montefalco. Lei, probabilmente limitandosi alle cifre dell’ultimo anno, ha cercato di minimizzare il debito; altri testimoni, come Vincenzo Riommi e Daniele Morici, la pensano diversamente e parlano di voragine. Forse anche qui non c’è niente di illegale e magari Tesei è stata brava, ma perché – come nel caso di Bianconi - non accertare la verità?