Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Salvate il soldato Fora. Anche (e soprattutto) da se stesso

Davide Vecchi
  • a
  • a
  • a

Davide Vecchi
Che ingrati gli umbri, hanno un’enorme fortuna ma non l’apprezzano. Quale? Quella di poter avere Andrea Fora presidente della Regione. Ingrati. Lui è il salvatore. Basta ascoltarlo. Si dice “poco interessato alla politica”, quindi gradirebbe non sentirne parlare, si professa “estraneo alle dinamiche delle alleanze” dunque vorrebbe non essere coinvolto in stucchevoli equilibrismi tra partiti. Poi ieri è iniziato il processo che lo vede imputato ma è roba da niente, ha spiegato. Eh, questi magistrati. È una questione “da 20 grammi di insalata” e si è stupito dell’attenzione del Corriere. “Cos’è più grave?”, ha chiesto al suo popolo facebook, i “20 grammi di insalata” o “Salvini che ha usato illecitamente voli di Stato per 35 volte”? Il non tener conto che i reati contestati a ciascuno sono proporzionali ai ruoli rende il livello di umiltà dell’uomo. Salvo ipotizzare che Fora si ritenga oberato di impegni e responsabilità quanto un vicepremier, ministro nonché leader di un partito che – piaccia o no – è risultato il più votato alle Europee. O è la magistratura ad aver sbagliato? Siamo di nuovo lì: pm e giudici sono buoni e da elogiare fin quando colpiscono gli avversari. Come la politica e i partiti: critichiamoli pubblicamente mentre in segreto li corteggiamo con metodi al limite dello stalking. Badate io Matteo Salvini lo conosco bene. Mi ha querelato sette volte e sette volte ha perso. Come bene conosco l’altro Matteo. A loro come a molti altri ho dedicato le mie attenzioni e sempre e a tutti allo stesso modo. Ora le riservo a Fora. E con lui sono clemente. Del resto soltanto ieri ha ufficialmente aperto la campagna elettorale, quindi gli lascio i panni di civico stralunato che si sveglia per caso candidato. La speranza (e l’augurio) è che si renda conto quanto le parole abbiano un peso. O assuma qualcuno pronto a ricordarglielo sovente. Partiamo dal processo. Che siano 20 grammi di insalata o quattro cetrioli il rispetto per la giustizia non può e non deve essere una banderuola. Fora è alla sbarra. Ciò significa che un magistrato ha ipotizzato un reato a suo carico e un giudice ha ritenuto quelle accuse fondate tanto da trascinarlo in aula dove potrà ora dimostrare la sua innocenza. Funziona così. O Fora si sente diverso e al dì sopra della giustizia? Non sopra ma proprio estraneo si professa dalla politica. E questa pare una barzelletta. Ha ricevuto il sostegno del Pd quando a Roma il Governo era ancora a trazione leghista e i dem davano per spacciata la Regione. Poi gli equilibri di Palazzo Chigi sono cambiati , l’Umbria è tornata scalabile per il centrosinistra e così pezzi della coalizione hanno iniziato a sollevare dubbi sul sostegno a Fora. Lui come ha reagito? Ha tirato un sospiro di sollievo perché la tanto criticata politica lo stava lasciando in pace? No. Con l’eroico Valter Verini ha raggiunto il recalcitrante (tra i tanti) sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, nel tentativo di strappargli un patto di non belligeranza. Risultato? Qualche tartufo bianco di Castello per consolarsi, immagino. Ma lui non molla e cambiati gli assetti romani si butta sul neonato asse Pd – M5S sperando di pescare voti tra i pentastellati seppur sappia che loro non possono candidare chi è imputato a processo. Però possono votarli, spera Fora. Ma il vero capolavoro è che in tutto questo cercare sostegno nella politica ha perso per strada parte di quel mondo civico che inizialmente lo sosteneva. Forse la sirena del Pd ha fatto un’altra vittima, azzoppando alla partenza un campione in erba. Forse. Sicuramente è sincero quando dice di non capire nulla di politica. Del resto ha accettato il sostegno di un partito che pochi mesi fa ha costretto alle dimissioni Catiuscia Marini appena indagata nonostante lo statuto del Pd garantisca i propri uomini fino alla condanna di primo grado. Al voto mancano appena sei domeniche. Presto, molto presto arriveranno i veri avversari di Fora e potrà smetterla di danneggiarsi da solo.