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Tutti a lezione della Nestor

Rispetto delle regole come stella polare. Mister Faralli: "Altrimenti sono giri di campo"

Davide D'Acri
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I ragazzi arrivano alla spicciolata. All'antistadio, intitolato al giovane allenatore Loris Ricci, fa freddo. Molto freddo. L'allenamento della squadra Allievi della Nestor inizia alle 18. Il campo è in terra battuta e dal primo pomeriggio vede passare altre squadre del settore giovanile azzurro. Davanti agli spogliatoi li aspetta il burbero custode Francesco Pesci che indica il posto dove depositare le sacche. A loro tocca il container. Nessuno si azzarda a contravvenire agli ordini. Intanto il preparatore atletico Daniele Mescolini sistema sul campo gli attrezzi per gli esercizi iniziali (riscaldamento e coordinamento). Poche parole dell'allenatore Matteo Faralli all'interno degli spogliatoi e poi verso il centro del campo. Ed è subito ramanzina: “Ancora una volta vi siete dimenticati di prendere palloni e casacche. Se succede ancora saranno solo giri di campo per l'intero allenamento”. La prima mezzora il gruppo lavora agli ordini di Daniele. Faralli segue tutto un po' in disparte. Ne approfittiamo. Com'è allenare questi ragazzi? “E' bello e stimolante, ma molto difficile perché bisogna educarli sul piano calcistico ma anche su quello comportamentale. Devo dire che questi ragazzi hanno molta passione ma sono in fase di maturazione e per questo vanno costantemente stimolati”. Questa è un'età particolare: c'è chi abbandona? “Nessuno abbandona. Forse alcuni ritardano e bisogna sempre ricordargli che non è giusto soprattutto per chi arriva sempre in orario all'allenamento. Sanno anche che non devono saltare gli allenamenti con la scusa che devono fare i compiti perché sapendolo in anticipo devono sapersi organizzare. Ovviamente se ci sono motivazioni concrete tutto si può fare”. Questo gruppo lo scorso anno le vinceva tutte nel campionato Giovanissimi, quest'anno, saliti di categoria, non ne vincono nessuna. Come reagiscono? “Visto che quest'anno non vinciamo mai, si sarebbe portati a pensare di vederli con una maggiore cattiveria agonistica. Ma essendo un gruppo di bravi e buoni ragazzi questo aspetto non viene fuori”. Il passaggio di categoria come lo stanno vivendo? “Da questa età si inizia a lavorare come gli adulti sia sul piano tecnico che tattico e fisico. E l'adattamento richiede tempo”. Finita la prima parte, via alle ripetute. A parte trotterellano senza forzare Brizi, Tenolli e Fiorini, alle prese con alcuni guai fisici. Mancano all'appello Libretti e Nofrini, convocati dalla rappresentativa regionale. Ma cosa pensano i ragazzi? Con l'infortunio da smaltire e con questo freddo non era meglio restare a casa? Brizi non ha dubbi: “Se piace il calcio il clima non può essere una scusa. Mai avuta la tentazione di saltare un allenamento o abbandonare”. Gli fa eco Tenolli: “Facendo calcio si impara a vivere in gruppo e si sta meglio fisicamente. Il gruppo è importante e aiuta a pensare più agli altri che a se stessi”. Nella seconda parte dell'allenamento compare il pallone. Sotto la guida di Faralli si provano diverse situazioni di gioco. Sono le 19.30 e ancora si provano schemi. Poi doccia. La rosa degli Allievi regionali A1 è composta da: Alex Bigarelli, Tommaso Biscarini, Tommaso Brizi, Filippo Cembolini, Andrea Covarelli, Mattia Fiorini, Filippo Libretti, Davide Morelli, Lorenzo Morelli, Alessio Nofrini, Tiziano Patacca, Alessandro Rondolini, Riccardo Ruggeri, Giacomo Scacciatelli, Federico Sfascia, Lorenzo Tenolli, Matteo Tiberi, Alessandro Vestrelli, Salah Kennake, Kevin Xu.