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Famiglie bloccate in Congo: nonostante tutto "è stato un bel Natale"

Esprime cauto ottimismo Enrico Floridi, di Deruta, che è nel Paese africano con la moglie e i due bimbi adottati

Andrea Niccolini
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E' stato, nonostante tutto, "un bel Natale" quello passato a Kinshasa dalle 24 famiglie italiane che hanno adottato un bambino congolese e aspettano da settimane il nulla osta delle autorità locali per poter portare a casa i loro figli. Rincuorati dalla telefonata tra il premier Enrico Letta e il capo del governo congolese Augustin Matata il 24 dicembre, aspettano fiduciosi gli esiti dei colloqui che una delegazione italiana ad alto livello avrà con le autorità della Repubblica Democratica del Congo per sbloccare l'impasse. La giornata di Natale è stata comunque "una bella giornata" ha fatto sapere Enrico Floridi di Deruta, che con sua moglie Chiara è nel Paese africano insieme ai due bambini adottati. Pranzo simil-italiano con pasta, pollo e patatine - ha riferito - e pomeriggio di giochi e allegria.  "Le sensazioni che abbiamo ora - ha detto Floridi - sono positive, ma  non vogliamo illuderci perché in questo periodo abbiamo imparato che le cose possono cambiare repentinamente e in totale incertezza". "Speriamo davvero - ha concluso - di far rientro presto a casa con i nostri bimbi perchè siamo molto stanchi".