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Nissan GT-R in veste “2024”. Al momento solo per gli USA

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Giovanni Massini
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La Nissan mette le mani su uno dei suoi “Enfant prodige”, al secolo “GT-R”. Parliamo di una delle auto più prestazionali e gestibili, esistenti sul mercato. Una vera “Supercar per tutti”, come la definivano in casa al momento della presentazione. “Non proprio per tutti”, aggiungiamo noi, che abbiamo avuto la fortuna di provarla, in strada e in pista, perché quando si azzerano i controlli, si sudano le famose sette camice. Questa nuova versione riprende gli upgrade meccanici del 2020 e viene aggiornata, soprattutto, per quanto riguarda estetica ed aerodinamica, tranne la Nismo, che monta anche un differenziale anteriore a slittamento limitato, ma andiamo per ordine e vediamo di ripassare qualche dato saliente. Ricordiamo che la GT-R, nel lontano 2009, in netta polemica con una nota casa tedesca, si è aggiudicata l’allora record al Nurburgring, girando in 7,26”70 secondi.

 

 

Questo modello, erede di una Skyline, che qui da noi non è mai arrivata, ha visto la luce nel 2007, restando sostanzialmente immutata. Il motore, un V6 di 3.5 litri, sovralimentato da due turbine, assemblato a mano, allora erogava 485 Cv, ma non si tratta dell’unica caratteristica degna di nota, dell’auto. Davvero unico il sistema di trazione integrale (ATTESA E-TS), che predilige il posteriore e trasferisce coppia all’anteriore, quando necessita. Un albero in carbonio porta la trazione dal motore, montato anteriormente, ad un transaxle posteriore, comprensivo di differenziale elettronico a slittamento limitato. Un secondo albero riporta la trazione all’asse anteriore (stesso schema utilizzato in molte auto da rally). L’ottimizzazione della trazione, che non può essere esclusa (a differenza del sistema di controllo elettreonico della stabilità, che si può disattivare) è totalmente computerizzata ed opera in base a svariati parametri: velocità, accelerazione laterale e trasversale, angoli di sterzata, pattinamento delle ruote, imbardata e altri fattori riguardanti la superficie stradale. Il sitema di trazione, tranne qualche settaggio, è rimasto invariato ed anche il motore, che però è già passato, nel 2020, a 565 cavalli e 467 Nm di coppia, sulle versioni, diciamo, normali, per arrivare a 600 Cv e 481 Nm, sulla versione di punta, la Nismo (NISsan MOtorsports). Le nuove versioni sono 3: Premium, T-Spec (monta molte soluzioni Nismo) e Nismo.

 

 

Come anticipato, la casa ha rivisto molti dettagli estetici e, soprattutto, le appendici aerodinamiche e, nonostante l’aumento del carico, sono riusciti a mantenere intatto un Cx di 0.26. Sono state ridisegnate le fasce anteriori e posteriori, i paraurti ed è stata rivista la forma dei parafanghi posteriori. Ottimizzata anche la griglia, precisamente, il disegno della rete, modificato con uno a trama più sottile, per migliorare il raffreddamento e ridurre la resistenza aerodinamica. Sulla Nismo, la più estrema, fa la sua comparsa una nuova ala posteriore, con supporti a collo di cigno, modificata nella curvatura e con una superficie maggiorata di quasi il 10%. Inoltre, questo allestimento monta anche: scarico in titanio, tetto e pannelli vari, realizzati in fibra di carbonio, sedili Recaro® con inserti in pelle scamosciata sintetica e volante rivestito in Alcantara. La GT-R T-Spec, che si distingue esteticamente per delle tinte esclusive (Midnight Purple e Millennium Jade), monta lo stesso impianto frenante carbo-ceramico della Nismo, con dischi anteriori da 16,1 pollici e posteriori da 15,3. Su tutte le versioni, i cerchi sono RAYS® da 20 pollici e gli ammortizzatori Bilstein® DampTronic. Al momento, è certo solo, che queste nuove versioni arriveranno negli Usa, entro l’estate, ma volendo, dall’America all’Europa, il passo è breve.  

Giovanni Massini