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Giorgia Meloni contraria allo stop delle endotermiche entro il 2035. La svolta Hyundai

Giovanni Massini
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Si tratta di una guerra, che vede contrapposti coloro che ritengono inattuabili le direttive UE sul totale blocco delle motorizzazioni endotermiche entro il 2035 (risoluzione “Fit for 55”) e gli angioletti ecologici, che se ne fregano di qualsiasi altra conseguenza. Una guerra insensata, portata avanti a suon di slogan “Verdi” che, tra l’altro, non tengono conto dell’effettiva impossibilità di realizzare, entro i termini indicati, una efficiente rete infrastrutturale per la ricarica. Prendiamo spunto da una recente dichiarazione della casa coreana Hyundai, che ha affermato: “Dal 1° gennaio 2023, in Norvegia commercializzeremo solo auto elettriche”.

Un anticipo di quello che arriverà nel resto d’Europa, in tempi ancora più stretti, potrà pensare qualcuno, ma prima di addentraci in considerazioni estremistiche, è meglio dare un’occhiata alle caratteristiche della Norvegia e della nostrana Italia. Norvegia: superficie 324.220 km², popolazione 4.360.000 abitanti, con la capitale Oslo che ne ospita poco più di 700.000. Italia (al terzo posto in Europa per densità di popolazione): superficie 301.230 km² (quindi inferiore), popolazione oltre i 59 milioni, solo la capitale, Roma, ne conta oltre 3 milioni. Uno spaccato, che non ha bisogno di commenti. Dunque, ben vengano riflessioni pratiche e realistiche, come quelle della nostra premier Giorgia Meloni che, in occasione del consueto discorso di fine anno, ha dichiarato di non ritenere ragionevoli le tempistiche stabilite dalla Ue, per la fine della produzione di motori a combustibili fossili, entro il 2035: “Lo considero lesivo per il nostro sistema produttivo – ha detto- mi pare, ci sia una convergenza trasversale su questi temi ed intendo utilizzare questa convergenza, per proporre la questione con forza”.

Gli ha fatto subito eco il presidente dell'Aci Angelo Sticchi Damiani, che ha plaudito al coraggio e alla chiarezza della premier Giorgia Meloni, affermando che si tratta di: “Una verità ormai diventata verificabile da chiunque. Ovvero, che la messa al bando delle vetture endotermiche nel 2035 appare come una scelta davvero poco sensata”. In questo contesto, ricordiamo che la Hyundai, in Norvegia, dal 2020 al 2022, ha consegnato 25.000 autovetture, di cui il 92% completamente elettriche e che ha da poco aperto le vendite, anche qui da noi, della sua ultima creazione “EV”, la Ioniq 6. Un’auto che vanta, tra l’altro, una particolare conformazione aerodinamica, per un ottimo CX di 0,21 e che, in configurazione top di gamma AWD, eroga una potenza combinata di 239 kW (più o meno 325 Cv) e 605 Nm di coppia ed è in grado di assicurare un divertente 0-100 da 5,1 secondi. Ma, per una EV, i punti di forza sono altri e, in questo caso, parliamo di: consumi energetici di 13,9 kWh/100 km e di un’autonomia di 614 km (sempre secondo il famigerato protocollo WLTP). Grazie ad una tecnologia da 800V, di serie, la Ioniq è in grado di caricare l’equivalente di 351 km in 15 minuti e di fare dal 10% all’80% della ricarica in 18 minuti. L’auto supporta anche la ricarica a 400V, senza bisogno di componenti o adattatori aggiuntivi. Il prezzo, qui da noi, parte dai 47.550 €.