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La Mustang “Dark Horse" sotto l'albero: 500 Cv per il V8 e 315 per il 2.3 ecoboost

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Giovanni Massini
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Entro il 2030, per l’Europa, la Ford produrrà soltanto auto elettriche e anche per i commerciali, i due terzi della gamma, sarà elettrificata”. Ha esordito così Fabrizio Faltoni, presidente ed AD di Ford Italia, tempo fa, alla presentazione della nuova mustang Mache-e GT. Ciò non toglie, che qualche piccola soddisfazione “Endotermica” non possa ancora essere regalata a noi dinosauri della mobilità. Noi che, pur consci della necessaria transizione ecologica, seguitiamo ad avere nel cuore il roco ruggire di un bel V8. A noi, la Ford fa trovare, sotto l’albero, una bella notizia: un nuovo Coyote di quarta generazione, da 500 Cv, ma andiamo per ordine. Dal 2015, anche qui in Europa, è arrivata la sesta generazione di Mustang, una sportiva che non ha certo bisogno di presentazioni ed ora, sta per arrivare la settima generazione (verrà commercializzata negli USA entro il 2023), l’ultima della sua specie, se le profezie sull’elettrico dicono il vero.

 

 

 

Presentata allo scorso Salone di Detroit, l’auto non si discosta troppo dall’attuale versione, se non per qualche affinamento estetico e tecnico, ma la sostanza resta invariata. Il vero cambiamento epocale, infatti, riguarda lo schema a 4 ruote indipendenti, con multilink posteriore, introdotto sulla sesta generazione. Via il mitico ponte rigido posteriore, ma niente paura, gli amanti del sovrasterzo possono stare tranquilli, perché a esagerare, il comportamento non cambia poi tanto. Negli ultimi anni, si sono susseguiti molti, piccoli aggiornamenti e secondo le versioni, troviamo: sospensioni adattive MagneRide®, con sottotelai e componenti testati sui modelli Shelby; un nuovo differenziale a slittamento limitato, sia sulla versione con cambio manuale, che su quella automatica a 10 rapporti, che dispone anche di un ulteriore scambiatore di calore dell’olio, che ne aumenta la capacità di raffreddamento del 75%; un nuovo splitter anteriore; un sottoscocca più lungo, che incorpora alettoni, per meglio gestire i flussi aerodinamici ed aumenta la capacità di raffreddamento dei freni e tanta altra roba. la settima generazione, ovviamente, è un compendio di quasi tutte le migliorie apportate, oltre a fari anteriori a Led ed un cruscotto, purtroppo, interamente digitalizzato, ma la sorpresa più grossa la troviamo sotto il cofano, soprattutto nell’allestimento “Dark Horse”.

 

 

Un bel regalo di natale, come anticipato, che spinge sull’acceleratore delle prestazioni, superando anche la “GT”, che resta comunque in gamma. Il nuovo Coyote V8 da 5.0 litri, rigorosamente aspirato, arriva a 500 Cv, con 566 Nm di coppia massima e non si tratta della classica mappa da centralina. Interventi meccanici hanno prodotto un nuovo albero motore più bilanciato, dotato di bielle forgiate, con gli stessi pistoni della Shelby GT500 e nuovi alberi a camme rinforzati, per portare il regime di rotazione, vicinissimo ai 7.500 giri.  Tutti i Coyote V8 di quarta generazione, poi, sono dotati di doppia aspirazione, doppio corpo farfallato e coppa dell'olio aggiornata. "Con la maggiore reattività che ottieni dai nuovi corpi farfallati doppi, stiamo spremendo ogni grammo di prestazioni che possiamo dal nostro motore", ha detto Suzanne Robinson, supervisore del programma del motore Coyote. Agiornato anche il 2.3 Ecoboost, per i meno esigenti, che ora sfoggia 315 Cv e 474 Nm. Non abbiamo notizie, sulla data di commercializzazione in Europa.