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Jogger Hybrid, l'e-tech targato Dacia

Potenza di 140 Cv e trasmissione automatica elettrificata a 6 rapporti

Giovanni Massini
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A nove mesi dal lancio, è proprio il caso di dirlo, la Jogger ha partorito un risultato commerciale con i fiocchi: 83.000 ordini ed oltre 51.000 immatricolazioni. Ricordiamo, che abbiamo a che fare con una sorta di miscuglio tra un crossover ed una wagon, capace di ospitare fino a 7 persone: 4.547 mm di lunghezza, solo 1.647 mm di larghezza (il che favorisce manovre e parcheggi) e una generosissima altezza da terra è di ben 20 cm, con tutti i vantaggi del caso, in tema di buche, parcheggi a battuta su marciapiedi e superamento di dossi.

Come già detto, tutti gli allestimenti sono disponibili in versione a 5 e 7 posti, con una enorme capacità di carico: 23 litri di vani porta oggetti sparsi per l’abitacolo; dai 708 agli 829 litri, con i sedili posteriori su, per arrivare a 2.094 litri rimuovendo tutto e, nel caso della 7 posti, con i posteriori su, 160/212 litri (i numeri sono quelli della versione benzina, ma la batteria della ibrida è collocata sotto il pianale e tutto l’insieme ruba davvero poco spazio).

Eccoci arrivati al dunque: l’ibridizzazione. Il sistema è, ovviamente, l’E-Tech di mamma Renault, quello full-hybrid della Clio, per essere precisi. Un concentrato di tecnologia, che nasce sulla base di 150 brevetti, moltissimi dei quali estrapolati da soluzioni tecniche utilizzate in Formula Uno. Nel caso in specie, si tratta di un full-hybrid: sistema che garantisce percorrenze in elettrico per piccoli tragitti, ma non può essere ricaricato tramite cavo.

La termica è rappresentata dal 1.6 litri benzina, 4 cilindri, con doppia iniezione e pompa dell’acqua elettrica, da 90 Cv, accoppiato a due motori elettrici, per un totale di 140 Cv. Uno degli elettrici agisce coadiuvando il termico e dando coppia alle ruote, per la trazione, l’altro aziona il cambio e supporta il termico, ma non è in grado di muovere l’auto da solo. Entrambi gli elettrici, come anche il termico, contribuiscono a ricaricare la batteria da 1,2 kWh, alloggiata sotto il pianale. Ricordiamo che la vera chicca del sistema è il cambio, difficile trovare di meglio sul mercato, una via di mezzo tra un meccanico ed un CVT: gira su ingranaggi, attuati da uno degli elettrici e si può dire che ha 6 rapporti. In sostanza, tutte le E-Tech partono solo in elettrico e lo spunto è talmente importante, da coprire prima e seconda, poi, quando entra il termico, ci sono gli altri 4 rapporti ad ingranaggi.

L’auto è in grado di andare, soprattutto nei centri urbani, fino all’80% in elettrico, risparmiando fino al 40% di carburante, con notevole abbattimento delle emissioni nocive. La Jogger ibrida è dotata di funzione B-Brake, che incrementa la frenata rigenerativa, in sostanza, il pacco batterie si ricarica attraverso frenate e decelerazioni. La dotazione di bordo è già piuttosto completa e, volendo, ci si può mettere di tutto: Esc, Abs, Aebs, assistenza partenze in salita e frenata d’emergenza, fari ad accensione automatica e media control, con computer di bordo, tre sistemi media a scelta, con schermo touch da 7” e possibilità di collegamento smartphon, via wifi.

La Hybrid, inoltre, ha uno specifico computer di bordo, che visualizza le varie modalità di guida impostate e tutti i parametri del funzionamento in ibrido (autonomia in elettrico, carica della batteria ed altro), inoltre c’è il freno di stazionamento elettrico ed un ulteriore portaoggetti, in consolle. I prezzi partono da 25.200 euro, l’auto viene prodotta in Romania, nello stabilimento di Mioveni e la commercializzazione è prevista dal prossimo gennaio.

Giovanni Massini