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Opel, anche l'Astra passa all'elettrico

Da subito berlina e wagon e 416 km di autonomia

Giovanni Massini
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“La nostra offensiva di elettrificazione continua – ha detto Florian Huettl, CEO Opel - La nuova Opel Astra Electric rappresenta un traguardo importante nel nostro viaggio per diventare un marchio completamente elettrico in Europa.” Il gruppo Stellantis, d'altronde, come molte altre megaconglomerate automobilistiche, non può non sbandierare il vessillo dell’elettrotransizione ad oltranza e la Opel lo fa con la sua creatura più apprezzata, per l’appunto la nuova Astra.

Staremo poi a vedere, quanto sarà possibile rispettare le stringenti raccomandazioni UE. Comunque, almeno questa nuova Astra con la scintilla, che arriverà in versione berlina e wagon, mantiene inalterato il suo look, senza troppi orpelli o manipolazioni e monta il classico modulo elettrico del gruppo, ovviamente rivisto dai tecnici della casa.

Quello che colpisce subito, è la capacità della batteria, di soli 54 kWh, non esagerata, rispetto all’autonomia dichiarata, secondo protocollo WSLTP1, è di ben 416 km. Parliamo di 102 celle stoccate in 17 moduli, sotto il pianale. In Opel hanno preferito mantenere un modulo compatto e non troppo pesante e lavorare sulla gestione consumi: 12,7 kWh di elettricità per 100 chilometri (ovviamente sempre secondo ciclo WLTP, nella realtà è tutto da verificare).

Il motore ha 156 CV e 270 Newton metri di coppia massima, per una velocità massima di 170 km/h (non male per un’elettrica). Restano le classiche 3 modalità di guida: Eco, Normal e Sport.

Nessuna informazione, al momento, su capacità di ricarica in rallentamento, con eventuale e-pedal. Il caricatore di bordo regge fino a 100 kW in corrente continua e 11 in alternata e, per fare l’80% su un’infrastruttura di quelle rapide, bastano 30 minuti. Il posizionamento del pacco batterie non interferisce con la capacità di carico che, sulla Sport Tourer (la wagon), resta di 516 litri, con i sedili posteriori su ed arriva a 1.553 litri, abbattendo tutto. Internamente, troviamo due grandi widescreen da 10 pollici e non tutto è digitalizzato, la climatizzaione, ad esempio, è ancora regolabile (viva Dio), con un bel tasto.

Non manca, comunque, un Head-Up Display e l’ormai immancabile sistema di “Riconoscimento della voce naturale”. Queste versioni elettriche, almeno per il momento, non andranno a sostituire, ma si affiancheranno, a tutte le altre con motorizzazioni termiche ed ibride.

Giovanni Massini