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Lamborghini, la Huracan va su Sterrato

610v di potenza e 44 mm di altezza in più

Giovanni Massini
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Dopo circa sei mesi di gestazione, dalla presentazione del primo prototipo, ecco che all’Art Basel di Miami debutta la “Huracán Sterrato”. Non è un refuso, si tratta proprio di una super sportiva, che sembra un missile, ma rivista per andare off-road. In fondo, potrà pensare qualcuno, c’è già la Urus.

Si, ma quella ha la struttura di un Suv, in questo caso parliamo di una normalissima, o quasi, Huracán acconciata per andare tra buche e terra. Un concetto di auto non nuovissimo, per la Lamborghini, che già negli anni settanta aveva fatto qualcosa di simile con la Jarama e l’Urraco. Bob Wallace, l’allora test driver della casa, aveva modificato questi due modelli, creando: la Jarama Rally nel 1973 e l’Urraco Rally nel 1974.

Tornando a noi, l’auto mantiene quasi inalterate le linee della versione stradale ed anche il motore: V10 di 5.2 litri da 610 CV e 560 Nm di coppia (a 6500 giri/min), abbinato allo stesso cambio doppia frizione a sette marce e alla trasmissione integrale, con differenziale autobloccante meccanico posteriore. Le prestazioni, sia su sterrato, che su asfalto, restano notevoli: 0 a 100 da 3,4 secondi e velocità massima di 260 km/h.

La base è quella della Evo, con un aggiornamento del sistema di “Dinamica Veicolo Integrata” (LDVI), che ora, oltre alle modalità Strada e Sport, ha anche la “Rally”.  Rispetto alla Evo, poi: l’altezza da terra è stata aumentata di 44 mm, l’ampiezza delle carreggiate anteriori di 30 mm e delle posteriori di 34 mm; arriva una protezione sottoscocca anteriore in alluminio; i brancardi sono stati rinforzati, come anche il diffusore posteriore e i passaruota; la presa d’aria posteriore è stata aggiornata, per filtrare meglio l’aria. L’impianto frenante monta dischi carboceramici ventilati e forati, da 380 mm e spessore 38 mm, sull’anteriore e da 356 mm e spessore 32 mm, sul posteriore.

Altra nota particolare: le ruote. I cerchi da 19 pollici adottano speciali pneumatici “Bridgestone Dueler AT002” progettati specificatamente per questo modello, da 235/40 R19 sull’anteriore e 285/40 R19 sul posteriore, ovviamente “run-flat”, in grado di assicurare almeno un’autonomia di 80 km, a una velocità di 80 km/h, in caso di foratura. Anche l’Interfaccia Uomo-Macchina (HMI) è stata aggiornata con nuove grafiche e funzionalità, specifiche per la guida su sterrato, come: l’inclinometro digitale con indicatore di beccheggio e rollio, la bussola, l’indicatore delle coordinate geografiche e quello dell’angolo di sterzo.

Tra i servizi, non poteva mancare “Amazon Alexa”, in grado di fare quasi tutto, compreso il controllo della navigazione. Tramite l’app #lamborghini Unica, poi, ci sono tante funzioni di controllo dell’auto in remoto ed i possessori di Apple Watch hanno anche la possibilità di sincronizzare i dati relativi al battito cardiaco con la telemetria di bordo (certe cose non sono per deboli di cuore). Sembrerebbe optional, il #lamborghini Drive Recorder, per la registrazione di video, da includere in un “Board Diaries”. La produzione partirà a febbraio del prossimo anno e sarà limitata a 1.499 unità.

Giovanni Massini