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Al volante dell'Alpine A110 GT

300 Cv di potenza e 340 Nm di coppia, con motore posteriore centrale

Giovanni Massini
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Dal 2017, la Renault ha ridato vita a una legenda, la Alpine A 110, ora aggiornata in chiave GT, con 300 Cv sotto al cofano, ma andiamo per ordine e ripassiamo un po’ di storia. Jean Redelé, famoso pilota di rally, nel 1955 fondò la “Societe Anonyme des Automobiles Alpine”, a Dieppe, che sfornò la prima “A106”, con carrozzeria in vetroresina. L’auto è stata subito un successo e, cosa che non tutti sanno, è stata prodotta anche in versione cabrio, sempre su disegno di Michelotti. Seguirono: la A108 e la più premiata dalle competizioni, la A110, su base Renault 8 che, a fine carriera, abbandonò il motore da 1.0 litri di cubatura, per un più prestante 1.6 e nel 1973, la A110 da gara, vinse il campionato mondiale Rally. La storia Alpine proseguì con: la A310, spinta da un V6, dalla GTA ed infine dalla A610.

Tornando a noi, 5 anni or sono, la Renault, dopo aver speso il nome “Alpine” solo per effigiare le sue versioni più performanti, ha deciso di “Riprodurre” in chiave moderna una A110 e lo ha fatto, davvero, nel migliore dei modi. Questa sportivetta tutto pepe è lunga 4.18 metri, alta solo 1.25 e pesa circa 1.100 kg. Il motore è alloggiato in posizione posteriore centrale e la distribuzione dei pesi è 44 sull’anteriore e 56 sul posteriore.

L’assetto è da auto da pista con sospensioni a doppi triangoli ed il motore è lo stesso della Megane RS, che in questa GT eroga ben 300 Cv, con 340 Nm di coppia, abbinato ad un super reattivo cambio automatico a doppia frizione e 7 rapporti, ovviamente con paddles al volante e trazione posteriore pura. Anche il fondo è da pista, quasi totalmente piatto, con un bell’estrattore, che non è solamente estetico.

Gli interni sono semplici, funzionali, come un’auto di questo tipo merita. Sul volante c’è il pulsantino dei miracoli, che ti consente di settare l’auto su 3 modalità: normalmente divertente, super divertente e molto, forse, troppo divertente (normal, sport e truck, quest’ultima da utilizzare, preferibilmente, in circuito). A bordo, diciamo, che ci si sta abbastanza comodi, sono 2 posti secchi, c’è davvero pochissimo spazio per oggetti vari ed il bagagliaio è praticamente inesistente: 100 litri dietro e 96 davanti. Due piccoli vani che, anche per loro conformazione, sono difficilmente utilizzabili a pieno. Detto questo, senza alcun dubbio, potendola acquistare: sono 71.000 euro spesi bene, almeno per noi che l’abbiamo provata come si deve.

Il divertimento è assoluto e la gestibilità totale. A differenza di altri prodotti simili, che non ti consentono un utilizzo pieno, con questa Alpine ci vai, realmente, a fare la spesa, poi la metti in Sport ed esplodono le papille gustative. L’assetto è perfetto, non troppo morbido e non troppo rigido da farti scendere con il mal di schiena ed il feeling con la strada è immediato. L’auto, anche in assenza di un autobloccante meccanico posteriore, sorprende per l’aderenza. Insomma: guidare la A110 GT è una vera goduria, soprattutto con i controlli disattivati, a patto di una certa esperienza.

Giovanni Massini