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Renault Megane E-Tech, piacere elettrico

Al volante della berlina compatta francese a emissioni zero tra comfort, adrenalina e ricariche rapide

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Tra le proposte full electric più interessanti del momento e, soprattutto, più abbordabili per chi non può permettersi un portafoglio particolarmente gonfio, c’è Megane E-Tech. Renault la offre in due versioni che si differenziano principalmente per potenza, capacità del pacco batterie e quindi, di conseguenza, anche per autonomia: E-Tech EV40 130 Cv ed E-Tech EV60 220 Cv.


Delle due abbiamo sottoposto a una prova reale la più potente, quella che secondo la Casa francese sul ciclo misto può vantare un’autonomia di percorrenza anche oltre i 400 chilometri. Megane E-Tech è una berlina compatta di 4,2 metri di lunghezza e 1,8 di larghezza, a trazione anteriore, che permette a 5 persone di viaggiare comodamente e offre un buon bagagliaio. Offre un abitacolo incredibilmente capiente che nasconde sotto il pianale un pacco batterie ultrapiatto (è alto appena 11 centimetri!): un accorgimento che azzera di fatto qualsiasi conseguenza negativa di ingombro e rende anche il vano bagagli sfruttabile in pieno.


Le finiture sono di buona qualità e sulla plancia di comando campeggia una dashboard digitale di grande effetto che integra due ampi display disposti a L capovolta: uno dietro al volante che mostra la strumentazione principale; e uno multimediale, centrale.
Le dotazioni tecnologiche a disposizione, insieme agli Adas per l’assistenza e la sicurezza alla guida, sono numerosissime e che si è di fronte a un’auto all’avanguardia lo si capisce subito all’apertura delle porte: le maniglie, infatti, sono a scomparsa e si palesano, come per magìa, al momento dell’apertura che può avvenire automaticamente anche non appena ci avviciniamo grazie al riconoscimento della card elettronica.


Il motore elettrico è un sincrono a rotore compatto ed è abbinato a una trasmissione automatica a rapporto unico.
Il comfort di guida è ai massimi livelli: si apprezzano particolarmente gli scatti, le riprese, la maneggevolezza e la silenziosità. Il propulsore offre una coppia massima particolarmente alta: 300 Nm, che con la trasmissione a presa diretta consentono prestazioni anche adrenalitiche.


Da zero a 100 orari, soprattutto in modalità sportiva, è un lampo: Renault dichiara 7,4 secondi. I programmi di guida (sistema Multisense Renault), oltre alla modalità Sport, prevedono anche un’Eco, un Comfort e un Personal. Con l’Eco si riducono i consumi, cresce quindi l’autonomia ma la velocità massima (che per gli altri programmi è 160 km/h) si autolimita a 100 orari, qualcosa in più giusto se si vuole affrontare un sorpasso, ma non si va comunque mai oltre i 105. Il vero problema, comunque, è che le prestazioni della vettura sono tali che è facile farsi prendere dal gusto della guida scattante e, se si cede alle tentazioni, si rischia di sfruttare ben poco la funzione Eco. Eppure i vantaggi della guida con programma economico sono notevoli: i 300-350 chilometri che si percorrono muovendosi sfruttando solo il programma sportivo, per esempio, possono salire fino a oltre 400. Il rischio di rimanere a piedi, senza più energia, comunque non c’è, perché il computer di bordo ricalcola costantemente l’autonomia e la mostra sul display nel quadro strumenti allo stesso modo delle auto a carburanti tradizionali.
Da segnalare che il sistema di navigazione, che sfrutta i servizi di Google, è capace di consigliare i percorsi migliori in funzione dei punti di ricarica, del traffico previsto e reale e della carica residua batteria del veicolo. L’impianto multimediale, tra l’altro, è stato messo a punto per rispondere ai comandi vocali di Google e con questi è capace di gestire anche molte funzioni dell’auto, come la climatizzazione, per esempio.


Tornando alla funzione Eco, è senza dubbio la migliore per sfruttare anche la capacità di autoricarica della vettura. Quest’ultima (con tutti i programmi) può essere gestita e favorita anche direttamente dal conducente agendo con i paddle posizionati sul volante che aumentano i diminuiscono l’intensità delle frenate rigenerative.
La stabilità generale, complice la perfetta ripartizione dei pesi e un ottimo sistema di sospensioni, è elevata e favorisce la guida sportiva anche sui tratti più tortuosi. 


I sistemi di assistenza elettronica sono 26 e includono la possibilità di una guida semiautonoma con: la lettura dei segnali stradali (a volte un po’ troppo rapida e troppo attenta anche alle indicazioni che riguardano solo le diramazioni); il controllo e il mantenimento automatico delle corsie e delle distanze dai veicoli che precedono; la frenata e la ripartenza automatica in caso di traffico intenso; il controllo degli angoli morti (utilissimo anche quando si parcheggia l’auto perché tiene d’occhio i veicoli in arrivo perfino al momento di scendere dall’auto a motore spento). I 360 gradi che ruotano attorno alla vettura sono tenuti d’occhio da un sistema di quattro telecamere che si integra anche al parcheggio automatizzato.
Tra le particolarità tecnologiche, c’è pure lo specchietto retrovisore che può funzionare in maniera tradizionale o mostrando le immagini riprese dalla telecamera posteriore. Per quanto ci riguarda, però, lo elenchiamo tra le cose che ci sono piaciute meno (distrae e non è facile abituarsi alla vista di una “ripresa artificiale”), insieme alle troppe leve (ben 3) presenti dietro al volante, sulla destra: comandano il cambio (nello stile Mercedes, per intenderci), i tergicristalli e le principali funzioni audio/radio dell’impianto multimediale e, a volte, ci si confonde finendo per agire su quella che non serve (della terza leva, secondo noi, se ne potrebbe fare volentieri a meno).

 


Buono il sistema di climatizzazione della vettura che dispone pure di una funzione eco che si attiva a richiesta o autonomamente quando si guida la vettura in programma economico.
Elevata, inoltre, la qualità del sistema audio premium Harman Kardon, perfezionato specificatamente per questa vettura con 5 differenti configurazioni di audio hi-fi.


Il bagagliaio è modulabile e ampliabile sfruttando i sedili posteriori ripiegabili e divisi in 2/3 e non c’è il rischio di viaggiare con i cavi a zonzo: Megane E-Tech, infatti (cosa che molte altre auto elettriche non possono vantare), ha un vano specifico dove riporre tutto il necessario per le ricariche.


Tra i punti di forza di questa vettura c’è anche la possibilità (non da poco e non offerta da tutte le auto elettriche) di sfruttare la ricarica ultrarapida delle colonnine pubbliche. Ciò significa che se l’attesa per una ricarica completa da una wallbox domiciliare da 7,4 kW è di circa 8-9 ore, per una ricarica completa da una colonnina ultrafast (almeno 130 kW) si scende a circa un’ora e un quarto, mentre per avere una carica da 0 all’80% possono bastare anche solo trenta/quaranta minuti.
In conclusione, una Megane E-Tech EV60 che appare idonea a svolgere anche il ruolo di prima vettura di famiglia, soprattutto se si è soliti percorrere brevi e medie distanze. E, comunque - grazie alla possibilità di sfruttare le ricariche ultrarapide - non mostra forti condizionamenti anche se ci si deve spingere ad affrontare lunghe distanze.

Sergio Casagrande

Twitter: @essecia