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Voglia d'Italian "restomode": Automobili Maggiore presenta la GranTurismO su base Ferrari 308

Giovanni Massini
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Finalmente, anche l’Italia, patria di auto storiche ineguagliabili, comincia ad apprezzare quella forma d’arte, perché di arte si tratta, che plasma auto tecnologicamente aggiornate, sulla base di splendidi modelli d’epoca. Stiamo parlando di “Restomode”, di una tendenza nata negli USA, che rimette in strada i modelli storici più apprezzati, ma aggiornati di tutto punto, per quanto riguarda: motore, emissioni, freni, assetto ed elettronica per la sicurezza. Ci auguriamo di poter incontrare presto in strada auto iconiche, di tutte le carature, magari una bella 124 spider, risistemata in chiave 4C. Si tratta di un’attività, che necessita di competenze serie e che la “Automobili Maggiore” di Forte dei Marmi (Lucca), sta portando avanti da circa tre anni.

 

 

E’ recente la presentazione di una bellissima “GranTurismO”, al “Concours of Elegance” di Hampton Court Palace, nel Regno Unito. Certo, il lavoro dei nostri poveri operatori, rispetto a quelli americani, è improbo. Laggiù, basta che funzionino frecce, tergicristalli, freni e qualche altra cosetta e l’omologazione stradale è assicurata. Qui da noi, ci vuole l’intervento diretto del Padreterno in persona, che speriamo ami le auto quanto noi. Tornano al dunque, la “GranTurismO” veste gli abiti di una Ferrari 308, proprio quella di Magnum P.I., ma sotto cambia tutto, dai freni al motore. Il telaio deriva direttamente da quello della famiglia 208-308-328, debitamente rinforzato, anche con l’aggiunta di un sottotelaio, in grado di reggere la botta di 600 Cv. Il motore, anch’esso di famiglia Ferrari, è il classico V8, ma oltre al basamento, ci sono parecchie modifiche: teste riprogettate, nuovo sistema di aspirazione a tamburi rotanti gestiti elettronicamente, due turbocompressori con intercooler aria/H2O. Allargate le carreggiate e nuove le sospensioni realizzate in Ergal, con molle regolabili e freni Brembo. La carrozzeria, in fibra di carbonio, è più muscolosa dell’originale, ma soltanto un pochino. I cerchi in lega sono da 18”, ridisegnati sulla base del modello classico a 5 punte, della casa del cavallino. Un’ultima chicca: in mezzo al cofano posteriore, spicca un inserto trasparente, che mette in mostra l’impianto d’iniezione.

 

 

L’auto, come afferma Gianluca Maggiore, fondatore dell’azienda, mantiene intatto il piacere di guida del modello originare e vuole anche essere un tributo all’ing. Materazzi, che ha partecipato alla stesura del progetto, uno dei più illustri rappresentati dell’universo automotive, da poco scomparso. Di “GranTurismO” ne verranno prodotte poche, un numero limitato, destinato a fortunati appassionati ed ogni modello sarà realizzato secondo le specifiche del cliente.