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Nissan Juke ora è ibrida e in città sfrutta tutto l'elettrico

Potenza totale di 143 Cv e percorrenze urbane stimate all'80% in sola modalità full electric

Giovanni Massini
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[Il mercato delle auto elettrificate è passato dal 6% del 2019 all’attuale 46%, riferito ai primi mesi dell’anno. Una quota destinata inevitabilmente a crescere ancora. Nissan vuole quindi cavalcare la tigre ed è intenzionata a immatricolare almeno un milione di elettrificate entro la fine del 2022, fino ad arrivare a una quota del 75% del venduto. Tutto ciò si traduce in una gamma, con almeno un elettrificato per ogni modello, entro la fine del prossimo anno. 


Oggi è la volta del nuovo Juke Hybrid, che monta un’ottima e collaudatissima architettura motoristica, rivista, ma derivata dal sistema E-Tech di Renault (che a sua volta utilizza motori Nissan), rivisto e sportivizzato. A livello estetico, solo qualche ritocco: fa la sua comparsa il nuovo logo, una mascherina del radiatore con la griglia che si apre e si chiude alla bisogna, nuovi cerchi da 19 e 17 pollici ed una strumentazione interna, con un display da 7 pollici, che ti mostra la situazione di ricarica della batteria. 


A questo punto, conviene rinfrescare la memoria, con i dati essenziali dello schema ibrido: la parte termica è rappresentata dal 1.6 litri benzina, 4 cilindri, con doppia iniezione e pompa dell’acqua elettrica, accoppiato a due motori elettrici, per un totale di 143 Cv; dei due elettrici, uno agisce coadiuvando il termico e dando coppia alle ruote, l’altro aziona il cambio e supporta il termico, ma non è in grado di muovere l’auto da solo.  Entrambi gli elettrici, come anche il termico, possono contribuire a ricaricare la batteria. 


La vera chicca è il cambio, frutto di un brevetto derivato direttamente dalla F1: gira su ingranaggi, attuati da uno degli elettrici e ha 4 rapporti, ma visto che l’auto parte sempre in elettrico ed arriva oltre i 50 km/h, è come se avesse altre due marce e sui centri urbani, fa l’80% della percorrenza proprio in elettrico, con un abbattimento di, almeno, il 40% dei consumi. L’auto può essere settata su: standard, eco e sport.  Per quanto riguarda la sicurezza, oltre al sistema che segnala l’angolo cieco ed alla frenata automatica d’emergenza, che individua anche ciclisti e pedoni, c’è il sistema Pro Pilot, con annessi e connessi.  A proposito di connessione: la Juke Hybrid offre tantissime funzioni in remoto (si può impostare anche un limite di velocità, con avviso di superamento), è perfettamente compatibile con Apple ed Android ed è gestibile tramite i noti assistenti vocali, come Alexa. Si possono anche impostare dei promemoria e inviare destinazioni direttamente al navigatore. 


Ora saliamo a bordo. L’auto mantiene intatto lo spazio interno e quello del bagagliaio e, quando va in elettrico, resta insonorizzata, con il classico sound da astronave. La percorrenza in elettrico, su percorsi urbani, è davvero tanta roba, si fanno lunghi tratti in assenza di rumore ed il termico si riaccende solo oltre i 50 km/h. Il display centrale ti mostra sempre la situazione della batteria, che si ricarica anche in rallentamento e frenata. Poi c’è l'e-pedal, una rarità su una ibrida, davvero molto efficacie, che non arresta proprio l’auto, ma la porta rapidamente a 5 km/h (dando gas l’auto va avanti, togliendo il piedino si ferma, i freni non si utilizzano quasi mai). Rispetto alle cugine francesi, questa Juke risulta più votata ad una guida sportiva, grazie ad un bell’assetto davvero neutro e un settaggio di cambiata, soprattutto in sport, molto reattivo. Tre gli allestimenti: Connecta, Design e Tekna, poi ci sono 570 esemplari di una Premiere Edition.
Infine i prezzi, che vanno dai 30.300 ai 32.300 euro, esclusi i 2.000 euro di bonus, in caso di rottamazione di un mezzo sotto l’Euro 5 e gli ordini sono già partiti dal 25 maggio 2022. 

Giovanni Massini