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Ferrari, niente tetto per la 296

Resta l'ibrido plug-in da 830 CV, capace di andare in solo elettrico per 25 km

Giovanni Massini
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La 296 perde il tetto o meglio, guadagna un bel tettuccio rigido, in due sezioni, con lunotto posteriore in vetro, regolabile in altezza elettronicamente, tetto capace di aprirsi e chiudersi in 14 secondi, ad un massimo di 45 km/h.

 

Parliamo della GTS, una Ferrari con la scintilla, visto che si tratta di una ibrida plug-in (PHEV). Una super sportiva a 2 posti, capace, però, di andare in solo elettrico per 25 chilometri, fino a 135 km/h di velocità massima, grazie ad una bella batteria da 7,45 kWh, posizionata dietro i sedili, sotto il pianale.

 

 

Un’unità che, per minimizzarne peso ed ingombro, ha accorpato, in un'unica struttura: sistema di raffreddamento, di compressione celle e fissaggi. Niente paura, però, l’auto non va così piano. La parte termica è rappresentata da un V6 turbo di 3.0 litri da 663 Cv, accoppiato ad un elettrico (un MGU-K a doppio rotore, con un unico statore), derivato dalla F1, da 122 kW, per un totale di: 830 Cv e 740 Nm di coppa massima, a 6250 giri.

 

 

Il nome “296”, infatti, combina la cilindrata totale (2,992 litri), con il numero dei cilindri. La scelta del V6, ottimale, in questo caso, per il contenimento del peso, non è recente, una gloriosa anteprima la ritroviamo nella monoposto Dino 156 F2, del 1957, bissata l’anno successivo su alcuni Sport prototipi a motore anteriore, la 196 S e la 296 S.

 

 

Non dimentichiamo, poi, la monoposto F1 246, che nel 1958 portò Mike Hawthorn alla vittoria del titolo Piloti. La trazione è ovviamente posteriore e le prestazioni non lasciano certo a desiderare: velocità massima, sopra i 330 km/h; 0-100 da 2,9 s; 0-200 da 7,6 s; spazio arresto a 200 km/h 107 m; tempo sul giro a Fiorano 1’ 21” 80.

 

 

Se per qualcuno, poi, la versione, chiamiamola, base, non basta, c’è sempre l’allestimento Fiorano (dovrebbe costare circa 30.000 euro), che aggiunge gli ammortizzatori Multimatic, derivati dalle competizioni GT (ottimizzati per l’utilizzo in pista) oltre ad interventi vari sull’aerodinamica e sul contenimento del peso.

 

 

Quattro le modalità di guida, tutte selezionabili tramite il classico manettino sul volante: eDrive, con il termico spento; hybrid, i due motori si completano a vicenda; performance; qualify, che privilegia le prestazioni, ma interviene anche sulla carica della batteria. La 296 GTS dovrebbe costare sui 10.000 euro in più, della GTB.