Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Caro carburanti, indaga Cantone. Un'inchiesta che tutela anche gli onesti

Dopo gli esposti del Codacons si muove il procuratore di Perugia

Sergio Casagrande
  • a
  • a
  • a

Raffaele Cantone, procuratore di Perugia, ha quindi aperto un’inchiesta il 17 marzo 2022 per far luce sui fortissimi rincari che, anche in Umbria, hanno subito i prezzi dei carburanti. D’altronde, dopo gli esposti del Codacons presentati in tutti i capoluoghi di provincia italiani, non poteva fare altrimenti. E’ uno di quegli atti dovuti che una procura non può ignorare.
La denuncia presentata dai consumatori è dettagliata e motivata dagli “abnormi rincari dei prezzi di benzina e gasolio” che fanno sospettare che siano in atto “possibili speculazioni” a danno di consumatori e imprese.
I gestori delle stazioni di servizio dell’Umbria, interpellati più volte anche dal nostro giornale nei giorni scorsi, hanno sempre respinto un’accusa del genere. E hanno anche dato valide motivazioni a quanto è accaduto e continua ad accadere giustificandosi, nella sostanza, con l’affermazione di vedersi inevitabilmente costretti a ritoccare al rialzo i loro listini. “Nessuna speculazione”, hanno detto in un coro unanime, ma solo l’adeguamento ai prezzi imposti all’origine dal mercato degli idrocarburi. E, da parte nostra, non abbiamo alcun motivo per non credere a dichiarazioni del genere. E nemmeno per dubitarne.
Le difficoltà alle quali i benzinai devono far fronte quotidianamente le conosciamo bene perché il Corriere dell'Umbria anche in altre occasioni le ha raccontate nei dettagli. E sappiamo pure che i loro margini di guadagno sono davvero minimi. A volte, tirate tutte le somme (che comprendono tasse, accise e, non dimentichiamo, costi di gestione di una stazione di servizio che, spesso, resta aperta 24 ore su 24 e 7 giorni su 7), perfino irrisori.
Ma se non è dei gestori, allora, di chi è la colpa se ci sono speculazioni? E, poi, queste speculazioni ci sono davvero? In attesa delle risposte, il sospetto che qualcuno possa essersi approfittato è lecito. Perché qualche dubbio è inevitabile che baleni quando vedi un litro di gasolio aumentare in poche settimane anche di oltre 70 centesimi. E un pieno per una berlina costare, d’un botto, 40 euro di più e anche oltre. E quel dubbio si rafforza quando, all’improvviso, lo stesso litro di gasolio, per la prima volta nella storia, arriva a un prezzo perfino superiore a quello di un litro di benzina che tutti sanno seguire un processo di raffinazione più particolareggiato. Figuriamoci, poi, quando apprendi che i costi del barile del petrolio scendono pure e vedi il costo dei carburanti seguire un andamento lentissimo e sproporzionato.
Se non sono, quindi, i benzinai è probabile che sia qualcun altro che si trova lungo la filiera ad approfittarne. E allora un’indagine come quella avviata dal procuratore Cantone non può che essere accolta con piacere perché può tutelare i consumatori, ma anche gli stessi gestori. Quelli davvero onesti che, salvo prove contrarie che spetta alla magistratura semmai trovare, al momento non possono che essere tutti.
Sergio Casagrande

[email protected]

Twitter: @essecia