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Nissan X-Trail, con il family pack il suv è una vera multispazio

Sergio Casagrande
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Nissan X-Trail, recentemente, è stato sottoposto a un restyling in attesa di un modello tutto nuovo che verrà lanciato nel corso di quest’anno. Intanto lo abbiamo sottoposto a una prova di guida reale nella versione attuale e nell’allestimento N-Design con family pack. Sotto al cofano il propulsore benzina, sovralimentato, 4 cilindri in linea, da 1.332 centimetri cubi e 160 Cv (116 kW) di potenza, abbinato a trazione 2WD sull’avantreno e a un cambio automatico 7 rapporti a controllo elettronico e con possibilità di funzionamento sequenziale.

 


Diciamo subito che la particolarità principale del family pack (oltre ad includere un piacevole tetto panoramico apribile) è costituita dalla presenza di una terza fila di sedili che offre due posti aggiuntivi ai 5 tradizionalmente disponibili su questo suv.

 


Un particolare che permette a X-Trail di unire alle già note qualità di un suv con impostazione quasi da grande fuoristrada i vantaggi di una veicolo multispazio.
Grazie anche alla possibilità di far assumere all’abitacolo molteplici configurazioni, questa versione di X-Trail può essere contemporaneamente l’auto per il tempo libero, per il lavoro, per la famiglia numerosa, per chi ha necessità di carico. E tutte queste opportunità possono anche essere velocemente alternate tra loro contando, oltre che su una terza fila modulabile con due posti ribaltabili singolarmente, su una seconda con sedili inclinabili, scorrevoli e sdoppiabili (divisione in 2/3) e dotata di un poggiabraccia centrale che può essere utilizzato come comodo tavolino portabicchieri o come schienale per il posto centrale.

 


Ovvio, che le sedute della terza fila, sono da considerarsi aggiuntive e non ampie e comode quanto gli altri posti a disposizione.
Tolti, quindi, i benefici della terza fila aggiuntiva (alla quale si accede dalle portiere posteriori, agendo sull’inclinazione della seconda fila), per il resto X-Trail è come tutti gli altri della sua famiglia.

 


L’allestimento N-Design prevede dotazioni ricche e particolari estetici di pregio. La nostra vettura mostrava: cerchi neri, barre portatutto sul tetto, calotte degli specchietti retrovisori nere, interni piacevolmente all black, vari vani portaoggetti, un portaocchiali per i passeggeri della prima fila, alcuni Adas importanti: frenata di emergenza automatica con riconoscimento dei pedoni, avviso cambio involontario di corsia, rilevamento automatico dei segnali, fari automatici, sistema di rilevamento dell’attenzione del conducente, assistenza al parcheggio a 360 gradi, copertura degli angoli cieci e riconoscimento posteriore degli ostacoli in movimento.

 

Purtroppo, invece, mancava il sistema Pro Pilot già noto e apprezzato su altri mezzi Nissan. Numerose le prese per la ricarica dei device, ma assenti per la terza fila posteriore, dove invece sarebbero utili.

 


Il sistema di infotainment e navigazione, Nissan Connect, è in linea con le più recenti necessità di collegamento con gli smartphone, ma mostra uno schermo che meriterebbe essere ben più ampio.


Ottime, infine, le risposte del propulsore 1.300 che nonostante le dimensioni, all’apparenza, possano far temere che siano troppo contenute per un veicolo di questa stazza (quasi 2.200 chili di massa complessiva in 4,69 metri di lunghezza, 1,82 di larghezza e 1,74 di altezza), si comporta degnamente con buone riprese e accelerazioni (0-100 km/h in 11 secondi e mezzo) e buona coppia massima (270 Nm).

 

Questo 1.300, inoltre, offre consumi relativamente contenuti: i 7,2 litri di carburante nel ciclo combinato dichiarati dalla Casa sono facilmente raggiungibili. E sui lunghi percorsi, con una guida oculata, anche migliorabili.
Buona anche l’accoppiata con il cambio Dct 7 rapporti che, in funzionamento automatico, rende in ogni occasione superfluo dover ricorrere all’uso sequenziale.

Sergio Casagrande

Twitter: @essecia