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Mercedes EQS: quando il lusso sposa l'elettrico

Fino a 780 km di autonomia e presto un prototipo che sfiora i 1.000

Redazione iM
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Abbiamo avuto il piacere di testare Mercedes EQS una delle più signorili elettriche del mercato. Il segmento del lusso, d’altronde, conti alla mano, pandemia o non pandemia, è sempre in crescita, in tutti i continenti e la Mercedes ha voluto interpretare, al meglio, l’incarnazione dell’ammiraglia con la scintilla, indubbiamente “Luxury”. “Entro il 2030”, ci ha detto Eugenio Blasetti, PR Mercedes Benz Italia, “se le condizioni di mercato ce lo consentiranno, proporremo una gamma totalmente EV e le premesse ci sono. Attualmente, già il 30% delle nostre vendite è appannaggio di mezzi elettrici o plug-in, ben al di sopra delle nostre stime”.

La EQS è una ammiraglia super signorile, lunga 5.261 mm e super tecnologica, un vero capolavoro di aerodinamica, che con un CX di 0,20, balza in vetta alla sua categoria. La gamma è composta da 4 versioni, per un unico allestimento: la 350 da 215 kW, la 450+, quella che abbiamo testato noi, da 245 kW, la 580 4MATIC da 385 kW e la AMG 53 4MATIC+ da 484 kW. Per quanto riguarda le prestazioni, non ci sono dubbi sulla superiorità delle elettriche, ma il punto dolente è l’autonomia, unita a tempi di ricarica insostenibili e ad una indegna carenza d’infrastrutture.

Tralasciando l’ultimo punto, che non è certo competenza delle case produttrici, concentriamoci sulle potenzialità del mezzo. Innanzitutto, c’è da dire che, entro il prossimo anno, la Mercedes dovrebbe presentare il prototipo FQXX, con batterie molto dense, capaci di assicurare oltre 1.000 km di autonomia e molto vicine alle tanto agognate unità ad elettroliti solidi, che dovrebbero abbattere proprio i tempi di ricarica. Le EQS montano batterie molto avanzate, anche queste ad alta densità, da 90,6 e 107,8 kWh, per autonomie potenziali massime, che sfiorano i 780 km ed in grado di caricare 300 km, in soli 15 minuti, ovviamente su infrastrutture a corrente continua (fino a 200 kWh).

Arrivando al dunque, abbiamo fatto circa 350 km, con una EQS 450+, siamo partiti da Milano, una sosta per il pranzo a Savona, una fermata rapidissima ad una stazione di ricarica Ionity, ma solo pochissimi minuti, per mettere alla prova il sistema, poi siamo ripartiti, un caffè a Montecarlo (effettivamente ci siamo trattati bene) ed infine Nizza. Garantiamo: abbiamo strapazzato l’auto in tutti i modi possibili, siamo sempre andati a limite di codice della strada, con climatizzazione accesa (sulle elettriche consuma corrente anche d’inverno) ed a turno abbiamo giocato con tutte le app possibili immaginabili e ce n’è da riempire un trattato universitario. Risultato: a fine viaggio, il computer di bordo ci accreditava ancora 150 km di autonomia, effettivamente, in condizioni di utilizzo anche estreme, quest’auto fa almeno 400 km con un pieno. Il primo anno, poi, l’abbonamento con Ionity è gratuito e consente di fare, gratis, tutte le cariche possibili.

Entrando in auto, ci si rende conto del lavoro fatto, il cruscotto è un enorme schermo, che va dal lato guida a quello passeggero, lungo 144 cm e suddiviso in 3 elementi: quello per la strumentazione, supportato da un mega head up, che proietta informazioni ed animazioni in 3D, letteralmente sulla strada, è da 12,3 pollici; poi c’è quello centrale da 17,7 pollici ed infine c’è n’è uno da 12,3 pollici, per il passeggero, dove ci si può dilettare con film è giochetti vari. Se però i sensori dell’auto percepiscono una distrazione da parte del guidatore, che ogni tanto dà una sbirciatina, spegne tutto. Come anticipato, impossibile dilungarsi sulla tecnologia presente, diciamo solo che: l’auto è già al terzo livello di guida autonoma, perfettamente in grado di guidare da sola, ove consentito, fino a 60 km/h; tutto si aggiorna on line, anche accessori che riguardano l’assetto ed il motore; mentre guidi c’è la funzione benessere, che ti massaggia e ti mette musichette rilassanti; l’aria interna è più pulita di quella esterna, grazie a un sistema filtrante di tipo HEPA, lo stesso utilizzato in sala operatoria. Insomma, si viaggia in prima classe ed in quanto a tenuta, grazie anche al retrotreno sterzante, che può essere aggiornato proprio on-line, con degli upgrade che lo rendono più prestazionale, l’auto si parcheggia con un dito e sta in strada alla grande, soprattutto su curvoni autostradali. La nostra 450+, superaccessoriata, costava 112.420 euro. 

G.M.