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Per Porsche l'Italia è il terzo mercato d'Europa: +8%

Il marchio tedesco nel 2021 ha consegnato nel nostro Paese 6.274 vetture

Giovanni Massini
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Vuoi la carenza di chip, vuoi l’effetto pandemia, la produzione automobilistica è ancora in contrazione. Praticamente: siamo passati da un 2019, quando le auto erano tutte già belle e pronte, ad un 2020, che ha visto il riattivarsi delle odiate liste d’attesa ed il mercato, ovviamente, langue. Porsche, però, fa eccezione, con numeri davvero importanti: 6.275 vetture consegnate nel 2021, che pongono Porsche Italia al terzo posto in Europa, per un +5,5%, rispetto al 2020; 25% in più, anche per il reparto “Post vendita”, che ha fatto registrare un fatturato di oltre “50 miliardi”; per quanto riguarda le vendite on-line, che hanno debuttato lo scorso anno, l’Italia è balzata subito al secondo posto europeo, soprattutto per l’usato. Vediamo i mezzi più gettonati (al 30% elettrificati): la Macan è in pool position con 2.265 unità consegnate, seguita da Cayenne con 1.525 vetture, dalla 911, con 1.248 consegne, dalla Taycan con 620 unità e dalla serie 718, coupé e spyder, con 278 unità. Grandi risultati anche a livello globale, ben 301.915 vetture: 84.657 in America (+22%), 86.160 in Europa (+7%), 131.098 nel settore Asia-Pacifico, Africa e Medio oriente (+8%). Pietro Innocenti, amministratore delegato di Porsche Italia (nella foto in alto), ha voluto evidenziare l’ottimo riscontro del centro Porsche Experience Franciacorta: “In soli 3 mesi”, ha detto, “ha già contato 11.000 visitatori e se ne stimavano, al massimo, 20.000 in un anno pieno, ci sono state 534 esperienze di guida e sono stati promossi 44 eventi”. Il 2021 ha visto l’ampliamento del magazzino di Rovigo, in chiave carbon neutral, inoltre, la rete delle 30 concessionarie nazionali ha iniziato un rifacimento, in chiave “Destination Porsche”. Un processo di rinnovamento, iniziato a Las Vegas, per un costo stimato di 85 milioni di euro ed entro l’anno, ne verranno completate almeno 8. Il 2021 ha dato anche il via ad una sorta di servizio “Restomode”: “Sonderwunsch”, secondo il vocabolario Porsche, inaugurato da Paolo Barilla, vincitore a LeMans nel 1985, che ha voluto realizzare una versione della sua 956 (il modello da competizione con cui ha gareggiato), in chiave moderna. Porsche ha già chiarito la sua road map, in chiave ecologica: carbon neutral per produzione e tutta la filiera, entro il 2030, almeno il 50% della produzione elettrificata, entro il 2025 e l’80% entro il 2030. Entro il 2023, infatti, debutterà la Macan elettrica, poi, entro il 2030, probabilmente arriverà la 911. In tema di infrastrutture, Porsche ha già attivato, presso 25 Centri, altrettante stazioni di ricarica HPC (High Performance Charging) con potenze fino a 350 kW, accessibili a tutti e sono già attivi 400 Destination Charger, ubicati presso 284, tra hotel, ristoranti, centri benessere e club. E’ in atto anche un partnership con Q8, per la messa in opera di 20 stazioni di ricarica ultrarapide.

Giovanni Massini