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DS4, lusso tecnologico alla francese

Com'è e come va il nuovo modello Ds: interni curatissimi, Adas all'avanguardia e propulsori tutti abbinati al cambio automatico

Giovanni Massini
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"Dal 2024 presenteremo solo modelli totalmente elettrificati”, lo ha detto, aprendo a Milano la presentazione della nuova DS4, Giorgio Contu, responsabile del marchio Ds in Italia.
Questo non vuol dire che altri prodotti della Casa cesseranno di esistere, ma che tutto ciò che arriverà, da quella fatidica data in poi sarà elettrificato e DS è pronta a scrivere un capitolo importante in queste tecnologie, perché arriverà una elettrica pura, con una super batteria da 100 kWh capace di garantire autonomie da oltre 700 km. 

 


Il marchio DS, ormai parte dell’universo Stellantis, ha visto la luce nel 2015 e non ha risentito troppo della carenza di “terre rare”, che ha portato con se ritardi nella produzione di chip e, quindi, di centraline edauto nuove. Il gruppo ha fatto quadrato intorno a questo brand, che rappresenta una vera avanguardia tecnologica e ha contenuto i deficit produttivi. Diciamo anche che, per Ds, il nostro Paese è secondo solo alla madrepatria Francia, per importanza di mercato. E l’ottobre scorso, qui da noi, DS ha messo a segno ben 890 contratti, con un mix del 37% per le elettrificate.

 

 


Al momento, in Italia, ci sono 50 showroom ds (distribuiti su tutto il territorio nazionale, manca solo la Basilicata), che diventeranno 63, entro il 2023. Ma arriviamo al dunque.

 


La nuova DS4 nasce sulla piattaforma EMP 2, la stessa della Peugeot 308, una struttura molto flessibile, che ti può sfornare, indifferentemente,  versioni termiche, elettriche ed elettrificate. Questa DS4, dunque, è tutta nuova, nessun legame con il passato e, per spazio interno e dimensioni, va a strizzare l’occhio all’utente delle medie compatte. 

 


Il look, come si conviene al momento, è quello di una sorta di crossover coupé, con una buona altezza da terra e la linea del tetto, che degrada verso il portellone, sportivizzando il tutto. Praticamente infinite, le possibilità di personalizzazione, perché ci sono tre silhouette (DS4, Performance e Cross), che si distinguono per particolari estetici, come le barre sul tetto e le protezioni sottoscocca della Cross e le finiture in carbonio della Performance, poi ci sono 4 allestimenti, 7 colorazioni, 7 tipi di cerchi (arrivano fino a 20 pollici), vari ambienti interni, insomma, ognuno se la personalizza come vuole.

 


L’auto è lunga 4,40 metri ed ha un bagagliaio, che va dai 430 ai 1.240 litri per le versioni termiche e dai 390 ai 1.190 per la ibrida.

 

 

La gamma motori, dunque, è molto articolata e comprende anche una versione a gasolio: partiamo dal top, la ibrida plug-in E-Tense, che abbina un 1.6 benzina da 180 Cv ad un elettrico da 110 Cv, per un totale di 225 Cv (la matematica delle ibride non è mai la somma dei due motori), con 360 Nm di coppia massima; due i benzina, il noto 1.2, 3 cilindri Pure Tech da 130 Cv ed il 1.6 da 180 Cv, poi c’è lo stracollaudato 1.5 a gasolio, anche questo da 130 Cv. Tutte le unità sono abbinate ad un cambio automatico ad 8 rapporti. 

 

 


La mole della tecnologia, presente a bordo, è davvero da prima della classe e, per quanto riguarda Adas e sistemi vari, ricordiamo: il cruise control adattivo con start&stop automatico, tutti i vari dispositivi di mantenimento della carreggiata, il sensore dell’angolo cieco, il visore notturno (individua anche pedoni e ciclisti) e, ovviamente, le sospensioni adattive, fiore all’occhiello del marchio, che funzionano anche con i parametri della telecamera anteriore, che legge fino a 25 metri in avanti e regola istantaneamente l’assetto. C’è anche un sistema di controllo più prestazionale, opzionale sulle versioni più sportive.
Ora saliamo a bordo e cominciamo con la E-Tense. Gli interni sono davvero ben fatti, con cuciture a vista, pelle finemente lavorata e quel mix di artigianalità, che contraddistingue sempre i prodotti Premium. In plancia, pochissimi comandi e pulsanti vari, scompaiono anche le bocchette dell’areazione, ben dissimulate nell’insieme. 

 


La strumentazione è interamente digitalizzata e si sviluppa su uno schermo, personalizzabile, da circa 7 pollici, poi c’è un Head-up display davvero funzionale, che proietta molteplici dati (anche le telefonate ed i punti di svolta della navigazione) su un area paragonabile ad uno schermo di 21 pollici e non finisce qui. Il display centrale è da 10 pollici, poi c’è uno schermetto, posizionato vicino ai cursori del cambio, che reagisce anche ai gesti, senza bisogno di toccarlo materialmente, personalizzabile con 5 funzioni base. 

 


La E-Tense ha svariate modalità di guida, può andare in solo elettrico, per circa 50 chilometri, ad una velocità massima di 130 km/h ed è dotata di un caricatore adatto solo alle prese a corrente alternata, ma con una da 7,4 kWh già fa il pieno in un paio d’ore. Oltre alla modalità ibrida ed a quella sportiva, c’è anche la possibilità di preservare la carica della batteria, magari in previsione dell’ingresso in qualche centro urbano. L’auto, soprattutto in sport, spinge a dovere ed il cambio, giocando con le palette, risulta abbastanza permissivo, da farti divertire. Un bel voto anche per gli ADAS, che non sono troppo invasivi da disturbare la guida, come succede in molti casi. 


Abbiamo voluto testare anche la 1.2 da 130 Cv, versione sicuramente baricentrica. Il benzina è un po’ ruvido come sonorità, ma viaggia davvero forte e dimostra più dei Cv che ha, con consumi, secondo dati computer, di circa 16 km/litro sul misto e spremendolo a dovere.

I prezzi, come offerta di lancio, per la diesel, partono da 29.500 euro, ma per la E-tense si parte da 40.750. Poi ci sono le varie offerte finanziarie, che partono da una rata di 199 euro al mese. L’auto è già stata ordinata da 360 utenti, di cui 150 hanno scelto proprio la E-Tense e sarà dai concessionari dal prossimo 27 novembre. 

Giovanni Massini