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Nissan: il Townstar completa il rinnovo della gamma Lcv : da subito il benzina 130 cv, poi l'elettrico

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Giovanni Massini
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La gamma commerciali Nissan, che fino ad oggi si chiamava “LCV”, cambia volto, cambia nome e cambia offerta e si divide in: Interstar (ex NV400), Primastar (ex NV300) e Townstar (ex NV250), l’ultimo arrivato, di cui parleremo oggi, destinato al segmento dei “Compatti”. Prima di scendere nel dettaglio, vediamo qualche notizia interessante. Innanzitutto, a nostro avviso, un plauso all’azienda, che parla del 2030, come termine per la totale “Elettrificazione della propria gamma di veicoli”. Attenzione, nessun proclama roboante, per l’annientamento delle motorizzazioni endotermiche, qui si parla di elettrificare la gamma, il che vuol dire che, tutti i modelli avranno almeno una variante ibrida o elettrica, al 100% nel 2030 e già al 75% entro il 2023 (si parla di 1 milione di elettrificati venduti). Il Townstar nasce sulla piattaforma CMF, già sfruttata anche da Renault e Mercedes.

 

 

Stimiamo di arrivare al 2025”, ha detto Marco Toro, presidente ed amministratore delegato di Nissan Italia, “con una condivisione di almeno il 50% delle piattaforme dell’alleanza, con conseguente ottimizzazione dei prodotti e risparmio di costi”. Tornando al Townstar, da subito sono disponibili versioni commerciali e van, per trasporto passeggeri. Da subito ci sarà un 4 cilindri benzina da 130 Cv, con cambio manuale a 6 rapporti, entro il prossimo anno arriverà il vero fiore all’occhiello della gamma, l’elettrico. Niente diesel, dunque, una scelta che la dice lunga sulle intenzioni della casa, che sta realizzando una gigafactory, per la produzione di batterie, a Sunderland. Una scelta che, inevitabilmente, penalizzerà il mezzo, dirottando la scelta di coloro che macinano tanti chilometri al giorno e che non si identificano in quella cerchia di utenti, che possono sopperire con l’elettrico. Il nuovo Townstar ad emissioni 0”, comunque, è stato pensato proprio per assicurare l’esigenza da consegna dell’ultimo miglio, fortemente incentivata dalla crescita esponenziale dell’e-commerce. Rispetto alla precedente versione elettrica, il mezzo guadagna un più 43% di autonomia, 285 chilometri (ciclo WLTP combinato, il che significa che in città fa qualcosa in più) ed un meno 70% per tempi di ricarica (può ricaricare sia colonnine a corrente continua, che alternata ed in 40 minuti fa l’80% del pieno). Il motore ha 245 Nm di coppia massima e la batteria è da 44 kWh.

 

 

Sempre rispetto all’NV250, ci sono 5 versioni in più, 7 in totale: van, combi, entrambi disponibili in 2 lunghezze, L1 passo corto (4.486 mm di lunghezza, per una capacità di carico di 3,9 m3), L2 passo lungo (4.910 mm di lunghezza, capacità di carico 4,9 m3), entrambi disponibili con motore benzina, comunque Euro 6d-Full o elettrico. “Per il prossimo anno”, ha detto Marco Toro, “ci aspettiamo di vendere almeno 2000 unità”. Affermazioni supportate da una minuziosa organizzazione di vendita, che già conta 45 concessionarie specializzate, distribuite su tutto il territorio nazionale (anche se maggiormente al Nord). Anche dal punto di vista del comfort e dell’elettronica, il Townstar si pone a livello di un’auto, sia per interni, che per sicurezza. La dotazione, infatti, cresce di 23 nuove tecnologie: oltre al Pro Pilot, troviamo i sistemi di grip control per terreni difficili, le telecamere che offrono una visione a 360 gradi e molto altro. Per il listino prezzi, bisognerà tendere ancora un po’. 

Giovanni Massini