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Dacia, Nuovo Duster: come prima, più di prima

Cambia il frontale, migliora l'aerodinamica e ora con il 4x4 è come un vero fuoristrada estremo. E per la versione bifuel un serbatoio Gpl maggiorato. In arrivo versione speciale Extreme

Sergio Casagrande
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Linee della carrozzeria immutate, ma una calandra rinnovata e in cui spiccano nuovi fari con le luci diurne led a Y coricata come quelle che tanto successo hanno avuto sulla nuova Sandero. E, poi: nuovi gruppi ottici posteriori anch’essi a led; nuovo spoiler posteriore che contribuisce ad affilare il profilo aerodinamico, con conseguenti guadagni in fatto di risparmi di consumi ed emissioni di CO2; un serbatoio Gpl maggiorato per la versione bifuel; e una iniezione generale di tecnologia, anche all’avanguardia.

 


Dacia lancia il nuovo Duster con un restyling che ringiovanisce e rende ancora più appetibile il suo veicolo più illustre (quasi 2 milioni di esemplari venduti in 10 anni, dei quali oltre 250 mila solo in Italia).

 


Qualità, prezzo ed ottime doti fuoristradistiche, sono i suoi punti di forza. Anche il nuovo Duster, infatti, nonostante non possa essere qualificato come un vero fuoristrada, nella versione 4x4, mostra che sull’off road ci fa sul serio.

 


Incrementato anche il comfort di viaggio e di guida, che comunque era già buono anche nella versione che va a sostituire, visto che già nel 2017 erano stati fatti consistenti lavori per migliorare sia l’insonorizzazione interna che lo sterzo, che ha un servomeccanismo elettrico e ha guadagnato un ottimo raggio di sterzata. 

 


Razionalizzata la gamma motori: addio al benzina da 1.6 litri; ora si parte col 1.0 TCe benzina 3 cilindri da 90 Cv, che diventano 100 in versione Eco-G turbo bifuel benzina/Gpl, entrambi accoppiati al cambio manuale a 6 rapporti ed alla sola trazione anteriore; sempre benzina, resta invece il noto 4 cilindri TCe di 1.3 litri, realizzato insieme a Mercedes, da 150 Cv, abbinato a un Edc, cambio automatico a 6 rapporti e doppia frizione, anche questo offerto solo in accoppiata con le due ruote motrici (purtroppo, perché messo alla prova va benissimo e la sua applicazione meriterebbe, a nostro avviso, di essere estesa); come diesel, resta lo stracollaudato 1.5 da 115 Cv, abbinato cambio manuale, disponibile sia con trazione anteriore, che integrale. 

 


La versione bifuel, ora, ha due serbatoi delle capacità di 50 litri per la benzina e di 49,8 per il gas, per un’autonomia complessiva che raggiunge i 1.235 km totali.
Internamente, troviamo nuovi rivestimenti per i sedili, un comodo e ampio bracciolo sul tunnel centrale per i passeggeri del vano anteriore e uno schermo touchscreen al centro del cruscotto che arriva a un’ampiezza di 8 pollici e può offrire il sistema di navigazione e l’integrazione con gli smartphone anche tramite Apple Carplay e Android Auto. Ricca la lista dei dispositivi di assistenza alla guida che, secondo gli allestimenti, comprende: Esc, Abs, Eba, speed limiter, cruise control, blind spot earning ed Automatic headlight activation. Ci sono anche l’assistenza per le partenze in salita e, sulle 4x4, il controllo della velocità in discesa che funziona anche in retromarcia (una comodità non da poco). Su richiesta è poi disponibile un sistema di telecamere, che oltre ad aiutarti nei parcheggi, offre una visuale a 360 gradi, con possibilità di ottenere un valido supporto visivo nei percorsi off-road più impegnativi (la camera frontale può offrire, per esempio, una visuale di quello che c’è oltre la vetta di un dosso estremo; mentre le telecamere laterali possono essere utili a verificare il corretto posizionamento delle ruote in sterzata). 

 

 Per ora abbiamo avuto un primo contatto con le tre motorizzazioni di punta: il turbodiesel abbinato alla trazione 4x4 (provato su un tracciato off road davvero tosto); il benzina da 150 Cv con cambio automatico; e la bifuel, sulla quale ci soffermeremo un po’ di più. 
Il turbodiesel offre le stesse ottime prestazioni che da anni ne fanno uno dei motori alimentati a gasolio più apprezzati dalla clientela di tutta Europa su Duster come su molti altri prodotti dell’alleanza Renault Nissan (e non solo), mentre la trazione integrale, inseribile con un selettore che permette di scegliere tra 2WD, auto e 4x4 fisso, sorprende per le capacità e le possibilità che offre. Duster 4x4, grazie anche alla possibilità di bloccare il differenziale centrale, all’altezza da terra dei veicolo di 21,4 cm, e a una prima marcia cortissima, è capace di comportarsi, infatti, come un vero fuoristrada (21° angolo di dosso; 30° di attacco; 33° di uscita).

 

Su un percorso estremo, per esempio, abbiamo superato twist anche con la trazione solo su 3 ruote, essendo una ruota rimasta sollevata nel vuoto; e sull’inclinato siamo riusciti a superare il percorso anche raggiungendo i 29 gradi di inclinazione laterale (a proposito, sullo schermo touchscreen delle versioni 4x4 è possibile attivare un utilissimo inclinometro digitale). 
Il benzina da 150 Cv benzina abbinato all’ottimo automatico a doppia frizione Edc mostra una vocazione più sportiveggiante e consente anche spunti divertenti nella guida, senza mai eccedere nei consumi. Ottimo per chi ama muoversi con brio e apprezza il comfort del cambio automatico, sia in città che sull’extraurbano (Duster, ora, su tutte le versioni, offre pure un poggiapiede sulla sinistra).

 


La versione bifuel, benzina/Gpl, può invece rappresentare il top per chi è attento al risparmio: il propulsore è brillante e presenta anche caratteristiche tecnologiche all’avanguardia, con ottime prestazioni. In viaggio è addirittura difficile percepire la differenza di funzionamento tra l’alimentazione a benzina e quella a gas. Su misto, abbiamo riscontrato consumi medi di 5,5 litri a benzina; e 6,8 a Gpl. E quest’ultimo, al litro, costa anche meno della metà della benzina. 

 


Gli allestimenti per l’Italia del nuovo Duster - spiega Rosa Sangiovanni, direttore marketing del marchio - sono 5: Acces, Essential, Comfort (la versione baricentrica); Prestige (la più accessoriata); e la Prestige Up, abbinata alla iniziativa UP&GO, che insieme all’auto, garantisce anche i tempi di consegna certi”. In arrivo pure una serie limitata Extreme, caratterizzata da una speciale tinta grigia, cerchi scuri e particolari in arancio schock.

 

E, infine, debutta una serie di accessori inediti, come il portabiciclette e i predellini off-road. I prezzi, salvo promozioni, vanno da 12.950 ai 22.150 euro.
Sergio Casagrande