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La nuova Opel Astra svelata nei dettagli: ecco come sarà e cosa offrirà

In attesa della versione full electric motori termici ed ibridi da 110 a 225 Cv di potenza

Giovanni Massini
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A Rüsselsheim, anteprima mondiale della nuova Opel Astra, in presenza solo per pochi elettri, noi l’abbiamo seguita on-line, ma non ci è di certo sfuggita la dichiarazione di apertura di Uwe Hochgeschurtz, Ceo di Opel Automobile: “Entro il 2028, per l’Europa, produrremo solo auto elettriche”. Forse “Loro”, le case automobilistiche, sanno qualcosa che noi non sappiano, oppure “Loro”, come si dice in dialetto capitolino: “Hanno fatto i conti senza l’oste”. Il fatto è che tutte le case, con un timing che differisce di poco, stanno annunciando al mondo la “totale” dismissione delle motorizzazioni endotermiche, ma le seguitano a produrre, il che suona un po’ come:

 

 

“La compri oggi e non la rivendi domani”. In compenso, questa nuova Astra, almeno dallo schermo, sembra davvero ben riuscita, con un look muscoloso ed il frontale, che eredita gli stilemi “Opel Vizor”, anticipati dalla Mokka. Le dimensioni variano di poco: lunghezza 4.374 mm (+ 4mm), larghezza 1.860 mm ed un bagagliaio, che a sedili posteriori abbattuti, arriva a caricare fino a 1.250 litri (non abbiamo i dati del volume a sedili su). Davvero interessanti e, soprattutto, molto “Premium”, gli interni, con i sedili in Alcantara e gli anteriori “Campaign for Healthy Backs”.

Il cruscotto è tutto integrato in un “Pure Panel”, che abbina due display da 10 pollici integrati (in alcuni allestimenti completamente vetrati) e pochissimi comandi fisici. Per quanto riguarda l’infotainment, troviamo enorme disponibilità per servizi connessi, operatività tramite comandi vocali e touch, connessione wireless Apple CarPlay e Android Auto e ricarica wireless per smartphone compatibili. Come facilmente intuibile, notevole la mole della tecnologa di bordo, che consente ai sistemi di assistenza alla guida, di fare praticamente di tutto, dall’avviso dell’angolo cieco, al cambio di corsia semiautomatico, ma diamogli un’occhiata: Intelli-Lux lrf Pixel Light adattivo, con 168 elementi LED (84 per proiettore); telecamera multifunzione sul parabrezza e quattro telecamere sul corpo (una anteriore, una posteriore e una su ciascun lato); cinque sensori radar (uno anteriore e uno ad ogni angolo); sensori a ultrasuoni anteriori e posteriori.

 

Eccoci alla gamma motori, che entro il 2023 verrà completata dall’attesissima elettrica, che supponiamo monterà il classico modulo PSA da 136 Cv, ma visto che la Manta GSE ne eroga 145, chi può dirlo. Gli ibridi sono 2, entrambi abbinati ad un selettore automatico ad 8 rapporti: un plug-in da 225 Cv totali, su base di un termico benzina di 1.6 litri, e 360 Nm di coppia massima, con autonomia in solo elettrico di circa 60 km ed un altro meno potente, da 180 Cv totali.

 

 

Per quanto riguarda i motori tradizionali, troviamo: il 1.2 cmc benzina, 3 cilindri, ad iniezione diretta, da 110 e 130 Cv, abbinato al cambio manuale a 6 rapporti; il diesel è un 4 cilindri di 1.5 litri da 130 Cv, disponibile sia con cambio manuale a 6 rapporti, che on l’automatico ad 8 rapporti. Al momento, non abbiamo dati sui tempi di commercializzazione e sulle versioni italiane, di certo, si sa che per la Germania, gli ordini partiranno ad ottobre, ad un prezzo di partenza di 22.465 euro e che l’auto arriverà, materialmente, dai concessionari, i primi del prossimo anno, qui da noi, si parla di 24.500.  

Giovanni Massini