Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Renault spinge sempre più sull'elettrico

Entro il 2030 il 90 per cento dei veicoli della Casa francese sarà elettrico

Giovanni Massini
  • a
  • a
  • a

Renault spinge sempre più sull’elettrico, pesantemente, tanto da affermare che, entro il 2030, il 90% dei veicoli prodotti sarà ad emissioni zero. “Quella che annunciamo oggi”, ha detto Luca De Meo, CEO del Gruppo Renault, “è una storica accelerazione della strategia elettrica. Saranno lanciati 10 nuovi modelli elettrici e saranno prodotti fino ad un milione di veicoli elettrici, entro il 2030, da auto a prezzi competitivi, fino a modelli sportivi ed alto di gamma, puntando su modelli iconici, come la R5”. Il programma è denso ed articolato, vediamo le tappe più importanti. Iniziamo con la chimica delle batterie, che per il 100% dei futuri lanci sarà di tipo NMC (Nickel, Manganese e Cobalto). Allo scopo, il Gruppo stabilirà una partnership con Envision AESC, per la realizzazione, a Douai, di una gigafactory, per lo sviluppo e la produzione di batterie all’avanguardia tecnologica, a costi competitivi, con una carbon footprint ridotta. Protocollo d’intesa, anche per entrare nell’azionariato della start-up francese Verkor con una partecipazione superiore al 20%. Le previsioni, sono quelle di ridurre, in meno di 10 anni, i costi di un pacco batterie del 60%, arrivando a meno di 80 dollari al kWh entro il 2030, per poi approdare alla vera rivoluzione, quella degli elettroliti allo stato solido: (All Solid State Battery). Passiamo ai motopropulsori. Già il gruppo è in grado di sfornare unità elettriche senza utilizzare terre rare e, a partire dal 2024, produrrà un motore sincrono di nuovo tipo: a rotore avvolto, con statore a forcella, stack motore incollato, albero cavo e rotore senza spazzole. Grazie, poi, anche alla partnership con la start-up francese Whylot, verrà prodotto un e-motor a flusso assiale (stessa tecnologia utilizzata dalla Ferrari), inizialmente destinato a gruppi ibridi. In programma c’è anche una nuova unità, che incorpora, in un unico alloggiamento: l’inverter, il convertitore DC-DC e il caricatore di bordo (OBC).

 

 

Un compattamento, che oltre a facilitare la tecnologia a 800V, ridurrà componenti e costi. Un nuovo sistema “all-in-one”, in cantiere anche per un altro motore, che consentirà di risparmiare il 45% del volume, di ridurre il 30% dei costi e diminuire il 45% delle perdite di energia, il che si traduce anche in un guadagno di circa 20 km si autonomia. Passiamo alle piattaforme. I segmenti C e D, prodotti sulla piattaforma CMF-EV, entro il 2025, toccheranno le 700.000 unità. La CMF-EV offre un’autonomia fino a 580 km in ciclo WLTP con un bassissimo consumo energetico. La CMF-BEV (segmento B) consentirà al Gruppo di ridurre il costo del 33%, grazie all’intercambiabilità dei vari componenti ed offrirà fino a 400 km di autonomia. Questa piattaforma dovrà anche affrontare l’innovazione Plug & Charge del Gruppo, basata sulla normativa NF-C 15118. Sono in essere, poi, collaborazioni con apposite agenzie, per assicurare una seconda vita alle batterie, che potrebbero arrivare ad avere un valore residuo di circa 500 euro a pezzo. Per l’immediato, si parla di: 10 nuovi veicolo 100% elettrici entro il 2025, di cui 7 Renault. Oltre alla R5, in cantiere c’è anche la realizzazione di un altro classico, la “4ever” e, soprattutto, la nuova punta di diamante della casa della losanga, la futura Mégane E-Tech Electric, che arriverà nel 2022. L’obiettivo, comunque, è quello di raggiungere il mix più verde del mercato, entro il 2025.

Giovanni Massini