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Renault, un full hybrid per Arkana

Potenza di 145 Cv, cambio automatico e modalità "B"

Giovanni Massini
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Avevamo già provato la micro ibrida, con motore 1.3 da 140 Cv ed ora siamo saliti a bordo della versione, a nostro avviso, più adatta: la full hybrid da 145 Cv. Stiamo parlando dell’Arkana, l’ultimo prodotto di casa Renault, un bel suv coupè. Di cosa si tratta, potrebbe domandarsi qualcuno che ancora non l'ha vista in circolazione, esattamente del matrimonio tra queste due tipologie di mezzi: altezza e dimensioni da suv, silhouette con tetto che scivola verso la coda, da coupé. Si tratta di un nuovo segmento di auto, molto utilizzato da brand premium, che Renault ha deciso di “democratizzare”.

 

 

La casa della losanga, in fatto di mezzi, diciamo, all’avanguardia, non è seconda a nessuno, basta ricordare la R16 del 1966, un’auto alta, che possiamo considerare come un vero precursore dei Crossover. L’Arkana è già in commercio in Russia ed in Asia, è realizzata sulla piattaforma CMFB dell’alleanza ed è commercializzata, a livello mondiale, in 48 paesi, anche se, tra la versione russa e quella nostrana, c’è una bella differenza. Comunque: in pochi mesi, l’Arkana, in Europa, ha già collezionato più di 10.000 ordini, di cui circa 1.000 qui da noi.

 

L’auto parte con una gamma motori, totalmente ibridizzata, anche perché la Renault ha affermato: di voler diventare il marchio più “Green” d’Europa, entro il 2030 e, per farlo, l’elettrificazione deve correre veloce. Al momento, i modelli elettrificati in gamma sono 8, ma entro il 2025 dovranno diventare 14 (altri 3 dovrebbero arrivare entro l’anno). Vediamo di ripassare qualche dato, prima di scendere nel dettaglio della full Hybrid. L’auto è lunga 4.568 mm, un pieno segmento “C”, spicchietto di mercato che, in Europa supera il 40% ed il 30%, in Italia. Rispetto alla versione microibrida, cambia poco, giusto qualche cosa in meno di bagagliaio, che passa da 513 a 498 litri. Questa full hybrid da 145 Cv, nasce dallo stesso schema tecnico E-Tech, già adottato da altri modelli.

 

L’E-Tech comprende sistemi full hybrid, come questo e plug-in, a detta della casa non disponibile per l’Arkana, realizzati con tecnologie messe a punto anche da esperienze agonistiche. Per questi sistemi, la Renault ha depositato ben 150 brevetti. Davvero ottimo il cambio automatico, che è una via di mezzo tra un meccanico ed un CVT. La base è rappresentata da un 1.6 litri benzina, accoppiato a due motori elettrici: uno agisce coadiuvando il termico e dando coppia alle ruote per la trazione, l’altro aziona il cambio e supporta il termico, ma non è in grado di muovere l’auto da solo. Entrambi contribuiscono a ricaricare la batteria da 1,2 kWh, prodotta dalla Hitachi. Il bello di questa unità è che, in città, va all’80% in elettrico, con un dimezzamento dei consumi. Da notare: questa è una delle poche ibride ad avere la modalità “B” sul cambio. Significa che si guida solo col pedale dell’acceleratore, quando dai l’auto va, quando rilasci, ricarica la batteria e rallenta, praticamente, i freni si utilizzano pochissimo.

 

A bordo, l’auto risulta piacevolmente futuribile, con strumentazione digitale ed uno schermone centrale da oltre 9 pollici, almeno sulla versione RS Line, che abbiamo provato noi, caratterizzata da cerchi da 18 pollici diamantati in nero, con inserti rossi e dal doppio scarico cromato. L’auto parte sempre in elettrico, diciamo che, in elettrico fa prima e seconda, poi subentra il cambio. In città, si risparmia davvero tanto, circa il 40%, certo, se si viaggia forte su extraurbano, la percentuale cala un pochino.

 

Noi, comunque, tra Milano città ed interland, abbiamo tenuto un’onorevolissima media di oltre 17 km/litro, spingendo sempre. Due gli allestimenti: Intense e RS Line. La dotazione di serie, soprattutto per quanto riguarda i sistemi di assistenza alla guida, è davvero completa. I prezzi vanno dai dai 31.850 ai 34.650 euro. Con l’offerta “Valore futuro Renault”, poi, si ottiene una rateizzazione triennale da 249 euro (più 3.850 di anticipo) e viene garantito un valore residuo non inferiore al 57%.

Giovanni Massini