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Dacia Spring, l'auto elettrica a partire da 9.460 euro

La nuova sfida del marchio romeno del gruppo Renault. Con una ricarica si possono superare i 300 km

Giovanni Massini
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Fanno il parallelo tra “Dacia” ed “Audacia”, in casa Renault ed hanno ragione, visti i risultati commerciali di questa costola di origine rumena, ormai apprezzata in 44 mercati mondiali e 7 milioni di unità vendute, quasi tutte a privati. Presto arriverà anche un bel prodotto di segmento C, una sorta di suv, che dalle prime immagini, sembra molto gradevole. Oggi tocca alla Spring, un’elettrica pura, in perfetto stile Dacia, il che si traduce in: prodotto fruibile al 100% e prezzi concorrenziali.

 

A dirla tutta, non c’è niente di simile sul mercato, in quanto a rapporto prezzo qualità. Certo, con la Spring non bisogna aspettarsi una di quelle elettriche, che schiacci e t’incolla al sedile. Qui abbiamo a che fare con un piccolo Suv cittadino, dotato anche di piastra paramotore, lungo 3,73 metri, con una bella altezza libera da terra di 15,1 cm, barre portatutto sul tetto, aria condizionata di serie e sistema d’infotainment gestibile dallo schermo centrale, 3,5 pollici di base, da 7 pollici sull’allestimento Plus, compatibile con Apple ed Android.

 

La Spring ospita comodamente 4 passeggeri, con 23,1 litri di vani portaoggetti ed un bagagliaio che va dai 290 ai 620 litri (a panchetta posteriore abbattuta). Poi, entro la fine dell’anno, dovrebbe arrivare anche la versione “Cargo”, un piccolo commerciale 2 posti, con 1.100 litri di vano carico. Veniamo subito al sodo ed anticipiamo il prezzo, davvero concorrenziale: con tutti gli incentivi del caso, l’auto si porta a casa a partire da 9.460 euro.

 

Ora scendiamo nel dettaglio. La motorizzazione è affidata ad un motore sincrono da 33 kW (44 Cv), alimentato da una batteria agli ioni di litio da 27,4 kWh. L’autonomia dichiarata (abbiamo avuto un primo contatto al volante e possiamo affermare che i dati sono abbastanza fedeli) va dai 230 extraurbani ai 305 cittadini (tutte le elettriche percorrono più km in ambito urbano, grazie ai numerosi rallentamenti, durante i quali ricaricano).

 

Arriviamo al punto dolente, di tutte le auto di questo tipo, i tempi di ricarica: meno di 1,5 ore per il 100%, con una colonnina da 30 kW; meno di 5 ore per il 100% su una Wallbox da 7,4 kW; meno di 8,5 ore per il 100% su una Wallbox da 3,7 kW; meno di 14 ore per il 100% su presa domestica da 2,3 kW. Il cavo in dotazione è un “Modo3 tipo 2”, in grado di sfruttare pienamente colonnine fino a 22 kW e comunque fino a 32A, l’altro cavo è optional. In sostanza, tutto, su quest’auto, è stato studiato e calibrato, per offrire il consueto rapporto: prezzo/qualità e, aggiungiamo “Gestibilità”. 

 

 

Mettere un motore più potente, un caricatore più capace, un pacco batterie più importante, tutto è possibile e, soprattutto, alla portata di un gruppo come quello Renault, che è leader del mercato, ma: tutto ha dei costi e tutto deve essere calibrato, per offrire il giusto compromesso, oltre che sui costi, anche tra guidabilità, autonomia e tempi di ricarica. In questo modo, la Spring mostra di avere “Le fisic du role”, per incarnare la perfetta democratizzazione elettrica, della mobilità urbana. Tramite apposita app, si possono fare molte operazioni in remoto: controllare il livello batteria, attivare il climatizzatore, controllare lo stato di ricarica e localizzare l’auto. Completa la dotazione ADAS, che comprende: AEBS, ESP, ABS, EBD, BAS ed E-CALL.

 

Ora saliamo a bordo. Abbiamo parlato di 44 Cv e, anche se non sono molti, i 125 Nm di coppia massima disponibili (immediatamente), gli danno comunque un po’ di brio, a meno che non si mette in “Eco”, nel qual caso: la potenza scende sotto i 23 kW (circa 32 Cv) e viene limitata la velocità massima, da 125 a 100 km/h, ma l’autonomia aumenta di parecchio. Abbiamo fatto una ventina di km in Eco, certo, l’auto spinge meno, ma neanche tanto “Meno ed abbiamo consumato davvero “Niente”. Non c’è un sistema “E-pedal” che ti consente di guidare solo con il pedale dell’acceleratore. Qui, in rilascio l’auto ricarica, ma bisogna comunque utilizzare i freni. Buona la tenuta di strada e molto simpatica la posizione di guida. Decisamente ottima, la capacità di disimpegno, grazie ad un ridottissimo raggio di sterzo: 4.8 metri, quasi quanto una Twingo (4,3 metri).

 

Anche in questo caso, la Spring, praticamente, gira su stessa. In Italia le versioni sono 3: Confort e confort Plus, per i privati e Business, per l’utenza professionale (car sharing ed altro). La dotazione, fin dal primo ingresso, è abbastanza completa: climatizzatore, limitatore di velocità, Luci diurne a Led con firma luminosa a Y, Radio dab bluetooth & usb. Come anticipato, i prezzi partono da un listino di 19.900 euro, abbattuti a 9.460 con i vari incentivi. 21.400 e 10.960 per la Confort Plus.

Giovanni Massini