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Volkswagen, la roadmap elettrica dei prossimi 10 anni

Il n.1 Herbet Diess svela i programmi. Abbattere il costo delle batterie del 50% e installare almeno 18.000 punti di ricarice in Europa

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La mobilità elettrica è diventata per noi il core business”, ha detto Herbert Diess (nella foto), presidente del consiglio di amministrazione del gruppo Volkswagen, “Vogliamo assicurarci una pole position a lungo termine nella corsa per la migliore batteria e la migliore esperienza del cliente nell'era della mobilità a emissioni zero ”. Affermazioni importanti, che la dicono lunga sulle intenzioni della casa tedesca. La roadmap prevede tappe ben precise, da qui al 2030. L’intenzione è quella di realizzare sei “Gigafabbriche”, che avranno la capacità di produrre l’equivalente di 240 GWh di batterie, con la messa a punto di un sistema a cella unica, o universale, per poi passare definitivamente ad accumulatori di tipo solido. Queste nuove celle dovrebbero vedere la luce entro il 2023 ed andare gradatamente a colonizzare, ameno l’80% della gamma, entro il 2030. I primi effetti saranno, sicuramente, un abbattimento dei costi dei modelli “Entry level” del 50%, oltre, naturalmente, all’aumento delle prestazioni, per autonomia, capacità e tempi di ricarica. IL riciclo dei materiali, dovrà arrivare almeno al 95%. L’idea è quella di ridurre i costi di produzione, fino alla cifra simbolica di “100 euro al kWh”, con un investimento di circa 400 milioni di euro. Il gruppo ha dichiarato di voler installare 18.000 nuovi punti di ricarica HPC (High Power Charging) in tutta Europa e sta prendendo accordi con svariate società: BP (Gran Bretagna), Iberdrola (Spagna) ed Enel (Italia). L’operazione gigafabbriche partirà a Skellefteå (Svezia), nel 2023 e, nel 2025, sarà la volta di Salzgitter (Germania). L’idea è quella di ridurre i costi di produzione, fino alla cifra simbolica di “100 euro al kWh”, con un investimento di circa 400 milioni di euro.

(G.M.)