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Renault Megane Sporter, la wagon E-tech

Una ibrida plug in con un motore benzina e due elettrici. 160 cavalli di potenza e 65 chilometri solo in elettrico

Giovanni Massini
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Renault è leader per vendite di veicoli elettrici in Europa, ma è ben conscia del fatto, che l’elettrificazione ha bisogno di tappe, per una diffusione di massa ed il percorso passa, necessariamente, per l’ibridizzazione. Oggi, infatti, l’azienda francese lancia, in versione E-tech plug-in, la nuova Megane Sporter, al secolo: una filante wagon da 4.626 mm di lunghezza, con un bagagliaio che, a sedili posteriori su, può stivare 447 litri, che arrivano a 1.408 abbattendo tutto. Abbiamo già trattato il concetto E-tech Renault, ma è meglio rinfrescarci le idee, per comprendere bene l’auto che stiamo trattando.

 

Questa tecnologia Ibrida è disponibile in due livelli, diciamo, evolutivi: full-hybrid, per la Clio e plug-in, per Captur e Megane. Il sistema è lo stesso, un concentrato di brevetti (circa 150), con tecnologie mediate direttamente dalla F1, cambia la potenza complessiva, che su Clio è di 140 Cv e su Megane di 160 e, ovviamente, l’autonomia in elettrico. Di base c’è un 1.6 benzina, 4 cilindri, accoppiato a due motori elettrici: uno agisce coadiuvando il termico e dando coppia alle ruote per la trazione, l’altro aziona il cambio e supporta il termico.

 

Entrambi gli elettrici contribuiscono a ricaricare la batteria che, nel caso della Clio è più piccola (1,2 kWh) ed è prodotta dalla Hitachi, quella delle plug-in, invece, è da 9,8 kWh ed è prodotta dalla LG. Il cambio è la vera chicca tecnologica di tutto il sistema e, dobbiamo proprio dirlo, è tra i più avanzati del mercato: si tratta di un sistema meccanico, con ingranaggi, gestito da uno dei motori elettrici, che regala cambiate fluide, senza nessuna impuntatura e senza quel fastidioso salire di giri, caratteristico dei CVT. I rapporti sono 4, ma l’auto parte in elettrico e lo spunto copre prima e seconda, quindi, è come se avesse 6 marce. Ora arriviamo al dunque: la Megane Sporter. Un’auto, la Megane, che ha dato anche belle soddisfazioni in ambito sportivo ed oggi parliamo della Sporter, perché, su 38.000 unità vendute dell’attuale VI° generazione, dal 2016 ad oggi: oltre il 50% è andato ad aziende, di cui oltre il 60% proprio Sporter.

 

Un modello importantissimo, dunque, appositamente declinato in due livelli di allestimento: RS Line, per i privati e Business, specifica per flotte ed aziende. Esteticamente cambia poco: si nota una nuova calandra, qualche intervento sulle fiancate e, soprattutto, ci sono nuovi proiettori a Led (anche i posteriori), che migliorano del 30% l’intensità luminosa. Internamente, la qualità percepita è decisamente buona, c’è un nuovo cockpit, con strumentazione inserita in uno schermo digitale, che arriva fino a 10 pollici, più il classico display centrale, che in versione completa di navigatore, è bello grosso: 9 pollici, disposto in posizione verticale. Ora mettiamo in moto (si fa per dire) e partiamo.

 

L’auto va in elettrico, diamo gas, ancora elettrico, poi si accende il termico e si avverte, con una percezione minima, il primo cambio rapporto. Su questa plug-in si può andare in solo elettrico (fino a 135 km/h), in ibrido o in sport, modalità che massimizza le prestazioni. L’auto si guida come se fosse la corta, l’assetto è ottimo e, grazie alla funzione “B-mode” (ricarica la batteria in decelerazione e frenata), in città si superano agevolmente i 65 km di autonomia in elettrico (su misto meno) e, a batteria carica, bastano 1,3 litri per i 100 km, con emissioni bassissime (caratteristica che consente uno sgravio per le flotte, il così detto Fringe). Si può anche impostare una carica base della batteria, in previsione dell’ingresso in centri urbani. Si può ricaricare da colonnine, o normali prese casalinghe, ma il sistema non supporta le Fast, una scelta motivata dalla necessita di preservare il più a lungo possibile le batterie. I tempi di ricarica vanno dalle 3 alle 5 ore.  Gli Adas sono a livello II, e c’è anche la segnalazione dell’angolo cieco e a bordo c’è l’Easy-link, che consente molte operazioni in remoto. I prezzi partono dai 36.950 euro della Business e 39.550 della RS Line, ma ci sono tanti contributi da scalare, con offerte da 249 euro al mese.

Giovanni Massini