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Nuova Dacia Sandero, ancora più contenuti e tecnologia

Niente motori a gasolio, solo benzina e Gpl da 90 e 100 Cv di potenza. Il cambio automatico è un Cvt

Giovanni Massini
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Quando esordì sul mercato, quindici anni fa, il marchio Dacia fu definito come low cost e mamma Renault non battè ciglio, Da allora, questa intraprendente costola della casa della losanga, ne ha fatta di strada: ha venduto 15 milioni di auto ed è al 1° posto per vendite in Europa. Oggi, però, non si può più parlare di low cost, termine che identifica un mezzo a basso costo, ma anche qualitativamente poco attraente. Oggi, sotto il vestito Dacia, battono cuori e tecnologie al passo con i migliori prodotti Renault, tant’è vero, che la nuova Sandero, giunta alla sua terza generazione, nasce dalla piattaforma CMF-B, la stessa della Clio e della Captur. Maggiore rigidità strutturale e più leggerezza, dunque e tanti altri vantaggi. La Sandero, con 46.000 unità vendute, rappresenta il 47% del mix Dacia, che è anche prima in classifica per il GPL, con i privati. Ecco che l’equazione prende forma: niente diesel, solo benzina ed una particolare attenzione proprio al GPL. Due le versioni che arrivano in Italia: Streetway e Stepway, la più chic, che ora a preso definitivamente le fattezze di un Crossover. Le dimensioni restano più o meno le stesse: 4,088 mm di lunghezza, ma si allargano un pochino le carreggiate. Un affinamento dell’altezza del tetto, ha migliorato il Cx, su entrambe i modelli. La nuoova Stepway, poi, guadagna 41 mm in più di altezza da terra, rispetto alla Streetway (174 mm), ha delle protezioni sottoscocca e, di serie, delle barre portatutto sul tetto che, testate, risultano davvero di facile utilizzo (sono molto pratiche). Nonostante dimensioni immutate, internamente aumenta lo spazio per i passeggeri, soprattutto i posteriori, ci sono 21 litri di vani portaoggetti e 410 di bagagliaio, a sedili posteriori alzati.

 

Vediamo la gamma motori, come anticipato, priva dell’intramontabile 1.5 a gasolio (chissà se è stata la scelta giusta), gamma basata sullo stesso monoblocco di 3 cilindri e 1.0 litri, declinato in vari livelli di potenza: l’ingresso è da 65 Cv, aspirato, guidabile anche da neopatentati, poi c’è il turbo, da 90 Cv e 160 Nm di coppia ed infine il Gpl, su cui la casa conta tantissimo e qui arriviamo a 100 Cv, con 170 Nm di coppia a 2.000 giri. Solo per il benzina da 90 Cv, oltre al manuale a 6 rapporti, è disponibile un cambio CVT. 

 

Per quanto riguarda equipaggiamenti interni ed elettronica per la sicurezza, la Sandero è davvero al passo con i migliori prodotti Renault: 6 airbag, chiamata automatica d’emergenza, gruppi ottici a led, Cruise control ed Adas di ultima generazione, con frenata automatica d’emergenza e rilevamento dell’angolo cieco e c’è anche l’assistenza per le partenze in salita. Noi abbiamo testato la Stepway a Gpl, che prevediamo sia il modello più gettonato, dotata di un’autonomia sorprendente: 50 litri benzina e 40 per il Gpl, per una percorribilità, senza rifornimenti, di 1.300 km. Internamente, la nostra versione, accessoriata di tutto punto, adottava un grosso schermo stile tabelt, touch, da oltre 10 pollici e la strumentazione è inserita in un altro display totalmente configurabile a piacere.

 

Buoni gli interni, con plastiche morbide ed esenti da scricchiolii. Assolutamente impossibile capire la differenza tra le due alimentazioni. Gli allestimenti sono tre, ma l’Access, la base, è disponibile solo sulla Streetway, che parte da 8.950 euro, per la Stepway, ce ne vogliono, almeno, 12.600. Le rispettive versioni GPL partono da 12.600 e 13.100 euro.

Giovanni Massini