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Test dimostra: i diesel "producono" aria più pulita allo scarico di quella aspirata

I risultati delle prove Mercedes-Benz smentiscono i luoghi comuni che mettono sul banco degli imputati anche i motori alimentati a gasolio di ultima generazione

Giovanni Massini
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Interessante iniziativa, quella di Mercedes-Benz e Bosch, che hanno portato avanti una serie di test “RDE” (Real Drive Emission), ossia prove su strada reali, per verificare e smentire, alcuni luoghi comuni sull’inquinamento di alcune tipologie di vetture. Dopo Torino e Milano, è toccato a Roma, dove una Mercedes Classe A 200d, se ne è "andata a spasso" con un vistoso attrezzo montato sul posteriore, per dimostrare l’infondatezza di alcuni accanimenti: sulle motorizzazioni a gasolio, ma andiamo per ordine. L’obiettivo della Mercedes è quello di diventare totalmente “Carbon-neutral” entro il 2039 e lo farà giocando su più fronti: totale elettrificazione ed utilizzo di carburanti sintetici. Di qui al 2039, però, ci sono quasi vent’anni di endotermici, che ancora rappresentano la mobilità di massa e che la casa dell’elica seguita ad affinare. L’elettrificazione, poi, è una via che passa, inevitabilmente, attraverso gli ibridi, soprattutto i plug-in e qui arriviamo al punto cruciale della questione e chiediamo lumi ad Eugenio Blasetti, responsabile relazioni pubbliche ed istituzionali, di Mercedes Benz Italia: “Quando si parla di ibridi, si pensa in automatico ad un accoppiamento con motorizzazioni benzina, ma non è corretto, perché i diesel rappresentano, per molti versi, la scelta migliore, in quanto hanno una grossa coppia, atta ad aiutare l’elettrico in movimento, garantiscono consumi ottimali e, soprattutto, i nuovi modelli inquinano pochissimo. I nostri nuovi motori, poi, adottano sistemi di abbattimento delle emissioni, raggruppati vicino al motore ed ormai durano quanto la vita dell’auto”. Come avrete arguito, in questa sede, vogliamo dare una mano al signor “diesel”, facendo chiarezza sul discorso della produzione di NOx e di particolato. Per quanto riguarda il CO2, si sa, i diesel sono nettamente meno inquinanti dei benzina, ma per il resto? La risposta arriva dal test RDE, che poi è ormai obbligatorio per l’omologazione delle vetture in tutta Europa. Mercedes e Bosch, come anticipato, hanno effettuato dei test su: una Classe A 200 d, da 150 CV; una Classe B 160, 1.3 benzina, da 109 CV; una Classe C 300 de EQ-POWER, alimentata da 2.0 Diesel Plug-In con una potenza di 194 + 122 CV. Le auto, tutte EURO 6D (non D-Temp, quindi di ultimissima generazione), sono state equipaggiate con il “PEMS” (Portable Emission Measurement System), un vero laboratorio mobile (pesa un’ottantina di kg), montato all’interno delle auto, quando lo spazio lo consente o appeso dietro, in grado di operare con motorizzazioni che vanno dagli 800 ai 6.000 cmc. I risultati sono stati elaborati dalla CSI, l’unico tester center nazionale, autorizzato da Euro NCAP e Green NCAP. Le prove, come da protocollo, sono state svolte in strade aperte al traffico, nelle più disparate condizioni (dalla città, all’extraurbano). I risultati del test mostrano emissioni inquinanti, per tutti e 3 i mezzi, nettamente al di sotto del limite imposto dalla UE. Soprattutto il famigerato particolato, che ha creato questa terribile fama d’inquinatore seriale al diesel, è risultato: al 3% del limite imposto per legge dalla UE. I diesel, però, potrebbe ribattere qualcuno, devono rigenerare il filtro e, quando lo fanno l’inquinamento cresce a dismisura. E’ vero che la rigenerazione viene avviata ciclicamente (dai 500 ai 1.000 km secondo il mezzo), ma anche durante questa fase, i nuovi diesel inquinano un quinto del limite UE. Un’ultima incredibile sorpresa, di cui già si parla da un po’, confermata dai teste eseguiti: in condizioni di traffico, le concentrazioni di PM (Particolato), sono inferiori allo scarico, rispetto all’aria spirata. In sostanza, questi diesel contribuiscono a pulire l’aria.

Giovanni Massini