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Sorprendente Renault Captur

Alla guida della versione con motore benzina 1.3 Tce 130 Cv abbinato a cambio automatico Edc

Sergio Casagrande
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Simpatico, spazioso e anche tecnologico. Si presenta così Captur, il crossover compatto di Renault, da un anno sulle strade con la sua seconda generazione. Lo abbiamo sottoposto a una prova reale nella versione con propulsore turbo benzina 1.332 cc Tce 130 Cv abbinato a cambio automatico Edc e in allestimento Intens: un migliaio di chilometri ripartiti tra un 60% extraurbano, prevalentemente autostradale e superstradale, un 10% extraurbano montano-tortuoso e un 30% urbano. Diciamo subito - visto che si tratta di un alimentato a benzina e che molti, di questi tempi, sono un po’ prevenuti verso queste genere di motorizzazioni - che i livelli di consumo sono stati accettabili: da computer di bordo abbiamo registrato una media di 5,8 litri per 100 chilometri con punte minime di 4,6 litri per chilometro sui lunghi percorsi autostradali (a velocità comunque moderata e con programma di guida Eco) e punte massime fino a 7,3 esclusivamente nell’uso cittadino in mezzo al traffico caotico. Prestazioni buone per un turbocompresso che conta su un cambio automatico. Quest’ultimo, a 7 rapporti, con possibilità di essere gestito anche in maniera sequenziale con le palette presenti sul volante, può vedere le prestazioni delle sue cambiate mutare attraverso la selezione di tre programmi di guida: Eco, Sport e MySense. I programmi, inoltre, non agiscono solo sulle cambiate ma anche su alcuni dispositivi del veicolo (riscaldamento, climatizzazione, servosterzo, Esp, ect) e sulle risposte del propulsore (regime, accelerazione, decelerazione).  Il MySense, in particolare, è personalizzabile ed è il programma standard di funzionamento della vettura: quando, infatti, si riavvia il veicolo si trova l’auto impostata sempre su questa modalità.
L’assetto è piuttosto rigido; in compenso ci guadagna la tenuta di strada.
Cinque i posti disponibili e un abitacolo accogliente, ottimamente rifinito e relativamente spazioso. Proprio lo spazio all’interno e quello del vano di carico sono state tra le sorprese più gradite visto che, al colpo d’occhio, ti aspetteresti qualcosa di meno generoso da un veicolo che all’esterno appare decisamente più contenuto dei 4,2 metri della sua reale lunghezza e 1,8 di larghezza. Il bagagliaio, in particolare, è modulabile, grazie al divanetto posteriore che, oltre ad essere ribaltabile e frazionabile è anche scorrevole. Ed è dotato di un comodo ripiano che lo può dividere in due differenti vani.
La versione provata, oltre che di un tetto apribile capace di donare agli interni una piacevole luminosità, era particolarmente ricca di dotazioni, inclusi alcuni dispositivi Adas di ausilio alla guida: quali il cruise control adattivo che tiene d’occhio automaticamente le distanza dai veicoli che precedono; il sistema di mantenimento della corsia. Peccati capitali? Non ne abbiamo trovati. Infine, quanto riguarda i prezzi, gamma Captur da 17.950 euro, salvo incentivi o promozioni.
Sergio Casagrande