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Dacia Duster 1.0 TCe Gpl, turbo risparmio

Il suv-crossover a basso prezzo alla prova reale

Sergio Casagrande
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Meno potenza del passato, un motore con una cilindrata più piccola, ma un brio maggiore e, soprattutto, un taglio ai consumi. Duster, il suv-crossover a buon prezzo (non chiamatelo più low cost sennò in Dacia, che tanto ha fatto per arricchire le dotazioni di tutti i veicoli in gamma, si arrabbiano), da qualche mese si presenta sul mercato con una versione bifuel benzina/Gpl totalmente rinnovata. Il propulsore 1.600 della generazione precedente è stato sostituito con un 3 cilindri turbo 999 cc, 12 valvole, che sulla carta vanta meno equini da tiro del precedente (101 Cv invece di 144), ma in realtà spinge di più perché può contare su una coppia nettamente superiore a un regime di giri inferiore (170 Nm a 2.000 giri al minuto contro i 144 a 4.000). E il risultato, rapportato ovviamente alla vocazione della vettura, ci è apparso vincente. Nuova Dacia Duster 1.0 TCe Eco-G 100 Cv 4x2 (questo il nome completo nella sua carta d’identità) l’abbiamo messa alla prova nell’allestimento Comfort, in una guida reale urbana-extraurbana, per più di 1.000 km e le risposte sono state soddisfacenti.

Prima del test, lo confessiamo, temevamo molto sui risultati che avremmo ottenuto: l’idea di un tre cilindri alimentato a Gpl non ci entusiasmava. Ipotizzavamo un’alta rumorosità; scatti afoni e riprese soffocate. Ma ora possiamo dire che eravamo ingiustificatamente prevenuti. Tutt’altro, quindi, quello che abbiamo riscontrato dopo aver avviato il propulsore premendo il pulsante d’accensione. La guida è risultata piacevole; in molte occasioni anche brillante; e, soprattutto, confortevole anche per quanto riguarda l’aspetto auditivo.

L’effetto frullino, caratteristica di tutti i trecilindrici, quasi non si avverte. E la presenza del turbo permette di avere buoni scatti e riprese accettabili. Risultati che si ottengono sia con l’alimentazione a benzina che ricorrendo al serbatoio di Gpl. Inoltre, la differenza di prestazioni tra le due modalità di approvvigionamento del carburante è, nei fatti, impercettibile. Il passaggio tra benzina e Gpl avviene agendo su un dispositivo elettronico posizionato alla sinistra del volante, vicino al comando degli specchietti retrovisori laterali. Se si seleziona la modalità Gpl, l’accensione del propulsore sfrutta inizialmente il sistema di alimentazione benzina e dopo pochi secondi passa al gas (impianto Landi Renzo). Il livello di carica del serbatoio è indicato su una scala di led colorati. Quando il gas è terminato, il motore della vettura torna automaticamente ad alimentarsi a benzina. E il passaggio è immediato, senza sussulti.


Migliorabile, invece, il cambio manuale a 5 marce, dagli innesti spesso aspri e dai rapporti che a volte impigriscono il trotto costringendo il conducente a ricorrere alle scalate. Di contro, invece, sui lunghi percorsi extraurbani, a volte sembra peccare dell’assenza della sesta marcia.
Ottima l’impostazione rialzata di guida e ampia la visibilità dal posto di comando. Ampio e confortevole per 5 passeggeri l’abitacolo. Buona la tenuta di strada e buono anche il sistema di sospensioni. Frenate accettabili anche se, vista la stazza del veicolo, l’asse posteriore meriterebbe freni a disco al posto degli attuali tamburi. Vano bagagli ampio nonostante nasconda il serbatoio Gpl da 32 litri e modulabile (da 445 a 1.478 litri) .
Particolarmente ricca la lista delle dotazioni: sistema elettronico di controllo dell’angolo cieco con segnalazione ottica sugli specchietti laterali; climatizzatore automatico; cruise control; comandi audio e telefono al volante; computer di bordo; navigatore con touch screen; cassetto portaoggetti sotto al sedile del passeggero anteriore; funzione elettronica selezionabile Eco per ottimizzare ulteriormente il consumo di carburante (agisce su climatizzatore, servosterzo, risposte del motore ed è particolarmente efficiente soprattutto nell’uso urbano). 

 


Presente anche un sistema di telecamere in grado di controllare i limiti della vettura a 360 gradi, molto utile per agevolare le manovre. Assenti, invece (non sono disponibili neppure a richiesta), altri utili Adas come il controllo automatico delle distanze abbinato al cruise control o il sistema di frenata automatica. 
A proposito, freno a mano manuale: efficiente, ma ormai anacronistico.

 

Sostanzialmente buone le finiture generali dell’abitacolo, soprattutto quelle dei sedili, mentre abbonda (purtroppo) l’uso delle plastiche rigide. Scomodissima la scelta poi di collocare alcuni comandi in posizioni non certo ergonomiche: come quello della regolazione dei fari, sotto al piantone dello sterzo; o quello dell’attivazione del cruise control, nel tunnel centrale, sotto alla leva del freno a mano. Piccole pecche, comunque, che passano in secondo piano, soprattutto se sul piatto della bilancia si mettono il prezzo della vettura e i costi di gestione. Davvero bassi per un suv-crossover di oltre 4,3 metri di lunghezza e 1,8 di larghezza.
Il listino parte da 12.600 e euro e arriva fino a 21.450 euro, salvo incentivi e promozioni.
Sergio Casagrande