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Nuova Hyundai Tucson, parola d'ordine: elettrificazione

Motori a 48 volt accoppiati sia a propulsori benzina che diesel, cambi automatici, trazione integrale e tanta elettronica

Giovanni Massini
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Presentazione in diretta streaming il 15 settembre 2020, anche per la nuova Tucson che, almeno qui da noi, è senza dubbio l’emblema stesso della Hyundai. Questo suv è stato lanciato nel 2004 e già venduto, nel mondo, in 7 milioni di esemplari, di cui 1,4 in Europa. Ora siamo alla quarta generazione ed il mezzo fa un deciso salto in avanti, sia per quanto riguarda gli allestimenti, almeno dalle prime impressioni video, sia per quanto riguarda la dotazione (sicurezza, comfort ed infotainment). La vera rivoluzione, poi, è sotto al cofano, con la più ampia gamma di motorizzazioni elettrificate del segmento ed iniziamo proprio da qui. Le soluzioni utilizzate sono tre: plug-in, full hybrid (può comunque andare in solo elettrico) ed un sistema mild a 48V, abbinabile a motori benzina e diesel, a 2 e 4 ruote motrici.

 

La full Hybrid è la più potente in gamma ed accoppia il benzina 1.6 T-DDI ad un elettrico da 44.2 kW, per un totale di 230 Cv e possibilità di optare tra trazione a 2 o 4 ruote motrici, il cambio è un automatico 6AT. Il modulo mild a 48V è disponibile in svariate configurazioni: con motore benzina 1.6, da 150 Cv (solo anteriore) e 180 Cv (disponibile anche in versione integrale); con motore diesel 1.6 CRDi da 136 Cv, sia anteriore che integrale. Per i benzina anteriori, si può scegliere tra: il cambio manuale iMT (ha la capacità di scollegare il motore dalla trasmissione, quando si rilascia il gas) o all’automatico a doppia frizione D7CT, scelta unica per il diesel.

 

Entrambi i motori, sono poi disponibili senza modulo elettrificato. Cambiano le dimensioni: la lunghezza totale arriva a 4.5 metri (+20 mm) e crescono anche larghezza, altezza e passo. Ne giova l’abitabilità interna, grazie anche a sedili posteriori super frazionabili ed abbattibili in varie configurazioni, azionando un semplice comando. Il bagagliaio cresce di 33 litri: va da 620 a 1.799, con i posteriori abbattuti.

 

Il look cambia in modo decisamente più emozionale, con linee tese e sportiveggianti. Imponente la mole dell’elettronica di bordo ed anche qui, in tema di guida assistita ed ADAS, la Tucson si pone in cima alla vetta: la frenata d’emergenza, ad esempio, oltre ad intervenire su probabili collisioni con ostacoli, auto, ciclisti o pedoni, si allerta sulle svolte a sinistra ed interviene, se c’è il sospetto di una probabile collisione con un veicolo, che proviene in senso opposto; vengono attivate frenate differenziate, anche in caso di cambio corsia pericoloso e tanto altro. La navigazione è potenziata dal cloud Bluelink, che monitorizza traffico e percorsi alternativi. Ci sono, poi, un’infinità di possibilità di controllo in remoto. L’auto, con le motorizzazioni full e mild-hybrid, dovrebbe essere dai concessionari entro la fine dell’anno, per il plug-in, bisognerà aspettare il 2021.

Giovanni Massini