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Mercedes Nuova Classe S, l'ammiraglia supertecnologica

Giovanni Massini
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Questa estate, Mercedes-Benz ci ha raccontato e svelato, in vari capitoli, i segreti di una delle sue figlie predilette: la nuova Classe S. Ora, pezzo dopo pezzo, a puzzle completo, abbiamo una visione d’insieme di quella, che possiamo definire: l’ammiraglia per eccellenza. La denominazione di Classe “S” nasce, ufficialmente, nel 1972, con la serie “116”, ma affonda le sue radici nel lontano 1951, con il modello 220. Oggi siamo arrivati alla serie “223” e la differenza evolutiva tra i due modelli, è la stessa che c’è tra l’aereo a elica di Francesco Baracca e l’ultimo Space Shuttle di Elon Musk. Non possiamo elencarvi tutto quello che c’è in quest’auto, ci vorrebbe un corso di laurea breve, ma tenteremo di farvi capire, con che cosa abbiamo a che fare. Iniziamo dalle dimensioni: la versione a passo corto (si fa per dire) cresce di 54 mm, per un totale di 5.179 mm, quella a passo lungo di 34, per 5.255 mm e, ovviamente, cresce anche lo spazio interno e la capacità del bagagliaio, che arriva a 550 litri (+ 20). Nonostante la mole, poi, questa super berlina vanta un CX da 0,22, uno dei migliori della categoria e grazie ad un asse posteriore sterzante (disponibile solo su certi allestimenti), questo bestione riesce a girare completamente (una inversione) in uno spazio minimo, calcolando un diametro di soli 2 metri.

 

 

Ora veniamo al dunque e diamo un accenno (sicuramente ci torneremo sopra) sull’enorme mole di elettronica di bordo. Già la precedente versione, la 222, era ben fornita, ma qui siamo a livello di intelligenza artificiale avanzata. In quanto a sicurezza, l’auto è ovviamente al top della guida autonoma: frena, sterza, accelera da sola (sempre con le mani sul volante), monta sensori di ogni tipo, telecamere e quant’altro serve a supportare centraline in grado di assistere il guidatore in ogni circostanza. Anche il sistema intelligente MBUX ha raddoppiato la sua capacità di calcolo.

Quest’auto legge le impronte dell’utilizzatore e configura tutti i settaggi del caso, non solo, non c’è più neanche bisogno d’impartire ordini vocali, basta un cenno della mano o del capo e lei capisce cosa deve fare: ad esempio, basta girare indietro la testa ed in totale automatismo si apre la tendina posteriore.

 

C’è anche il sistema di sicurezza che, in caso d’impatto laterale, alza la scocca di 8 cm, per limitare i danni agli occupanti e fanno la loro comparsa gli airbag frontali da 70 litri sui sedili posteriori. L’assetto è dinamico e le centraline addette (e sottolineamo “le”) dell’E-Active Body Control, controllano tutti i parametri possibili immaginabili, circa 1.000 volte al secondo, adattando gli elementi ammortizzanti e tutto quanto ha a che fare con comfort e tenuta di strada. La navigazione e la guida, vengono assistite con animazioni interattive, che proiettano indicazioni e frecce sui limiti della carreggiata. Internamente veniamo proiettati in un universo totalmente digitalizzato, con un display centrale oled da: 239,06x218,8 mm. I sedili sono: traspiranti, riscaldanti, rinfrescanti e con “10” programmi di massaggi. Per i patiti della musica, poi, è una vera manna: oltre all’impianto, degno di una sala da registrazione, il sistema è in grado di trasmettere le vibrazioni dei bassi, anche attraverso i corpi solidi. Manco a dirlo, l’auto parcheggia da sola, anche senza pilota a bordo.

 

La gamma motori, al momento, comprende solo termici, benzina e diesel, a 6 cilindri in linea, tutti accoppiati al cambio automatico 9G-Tronic e tutti 4Matic (a trazione integrale, tranne l’entry level diesel: 2999 benzina da 367 e 435 Cv; 2.925 diesel da 286, (posteriore o integrale) e 330 Cv. A breve, arriverà un V8 mild hybrid, con impianto a 48 V ed alternatore integrato ISG ed il prossimo anno, sarà la volta della plug-in, con autonomia, in solo elettrico, di 100 km. In Germania, l’auto si può già ordinare..

Giovanni Massini