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Smart Suitegrey: la cabrio elettrica di classe, buona anche per il drive in

Giovanni Massini
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Siamo su una delle più suggestive terrazze capitoline, per la precisione a Via Tomacelli, all’interno della Lanterna di Fuksas, un attico lenticolare, dove sono sistemate, davanti a uno schermo, una decina di Smart Suitegrey, l’ultima edizione speciale, tutta italiana, della piccola di casa Mercedes, per la precisione: anche di casa Geely.
Esatto, la mitica Smart è passata da un’origine svizzero-tedesca a quella attuale Cino-tedesca, visto che la Geely ha acquisito più o meno il 50% della proprietà. Un passaggio determinato dalla scelta di lanciare l’intera gamma solo con motorizzazioni elettriche pure. Sempre a proposito di elettriche, Mercedes ha anche stretto un accordo con un’altra azienda cinese, la Farasis, per la produzione di celle di batterie, che poi verranno assemblate in Germania, come anche la Smart, che seguita ad essere prodotta a Hambach.

 

 

Ma torniamo alla Suitegrey, un discorso importante, perché la Smart, in Italia, il paese più smartizzato del pianeta, ha davvero fatto tanto con le serie speciali e questa (è solo cabrio), non dovrebbe fare eccezione.
Nel dettaglio, la Suitegrey è totalmente grigia, copte compresa, monta cerchi da 16”, sistema di telecamera e sensori parcheggio, caricatore da 22 kW e tanto altro. Il prezzo, su strada, è di 34.695 euro, ma ormai si tratta solo di un dettaglio, per i clienti che si rivolgono ad auto di questo tipo. La cosa che conta, semmai, è andare a guardare il costo mensile, che è quasi identico a quello di una vecchia Smart a benzina e poi bisogna mettere in conto anche gli incentivi pubblici, di circa 8.000 euro, più quelli eventuali stabiliti da alcune regioni.

 

Qualche cambiamento estetico, poi, ha coinvolto tutta la gamma: cambia il logo frontale, la mascherina ed i fari, sia anteriori che posteriori, sono full led. 
Vediamo di ripassare un po’ di dati tecnici: il motore è un sincrono a corrente trifase da 82 Cv, con una coppia di 160 Nm, ricaricabile con la normale presa di casa, in circa 5/8 ore e con il wallbox una stazione rapida, che attualmente viene data gratis, in versione da 3,7 kW, (c’è anche quella da 7,4 kW), ma i tempi scendono drasticamente con il caricatore da 22 kW, che rappresenta lo standard minimo di tutte le colonnine (carica l’80% in 40 minuti). 
L’autonomia è di 160 chilometri e questa birba scatta da 0 a 60 km/h in 4,9 secondi (è più veloce di una Brabus). 

 

 

Abbiamo fatto un bel giro per Roma e dobbiamo confermare che, al semaforo, va come un treno, difficile stargli dietro.
Abbiamo quindi percorso una quarantina di chilometri, consumando solo una tacca di batteria e non in modalità eco. Certo, l’assetto resta un po’ rigidino, ma mai come quello della vecchia versione. Lo sterzo, in compenso, è diretto e consente all’auto di ruotare, letteralmente, su se stessa. 
Caratteristica che sorprende ogni volta che si guida una delle ultime Smart: si riesce a fare inversione in spazi microscopici.

 

 

Tornando alla Lanterna Fuksas, abbiamo assistito, a bordo delle Smart, alla proiezione di un lavoro della Fandango “Il Regno”, un film coraggioso, realizzato da un giovanissimo regista, con giovanissimi attori ed attrici, cui rivolgiamo un in bocca al lupo gigante. Quella del drive-in a bordo delle Smart è una vera e propria iniziativa itinerante.  Concludiamo con un ultima notiziola. “Un campionato monomarca per Smart Elettriche”, che partirà il 25luglio a Magione, e terminerà il 5 agosto ad Adria, passando per: Vallelunga, Pergusa, Varano e Misano
Giovanni Massini