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Nuova Honda Jazz: "L'estetica dell'utilità"

109 cavalli ibridi e anche una variante crossover

Giovanni Massini
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Inutile negarlo, i giapponesi, per noi occidentali, sono a dir poco emblematici ed i loro detti, i loro aforismi, non fanno eccezione. “Yoo no bi”, il motto utilizzato per lanciare l’ultima creazione Honda, la nuova Jazz, non fa eccezione e si traduce, letteralmente, come: “L’estetica dell’utilità”. Un concetto che mira a far riconoscere ed apprezzare la bellezza, nell’utilizzo quotidiano degli oggetti, in questo caso, l’auto. Filosofia a parte, l’Honda ce l’ha davvero messa tutta, per realizzare un progetto innovativo ed interessantissimo, per praticità d’utilizzo, ecologia ed economia di gestione. L’auto viene proposta sul mercato con due anime ben distinte: la versione Jazz, che resta una spaziosa monovolume da città, da 4.046 mm di lunghezza (cresce di 16 mm) e la Crosstar, che strizza l’occhio all’universo Suv, arriva a 4.090 mm e cresce anche di 30 mm in altezza.

 

 

La Jazz resta campione di capacità di carico: da 304 a 1.205 litri per la base e 298/1.199 per la Crosstar. A livello estetico, l’auto resta perfettamente riconoscibile, anche se è cambiato tutto. La carrozzeria è più leggera e più rigida, grazie all’utilizzo di acciai ad alta resistenza e, cosa da evidenziare, è stato maggiorato il parabrezza, che ora offre un’invidiabile angolazione visiva (passa da 70 a 90°).

 

 

Un’operazione resa possibile da una rivisitazione dei montanti anteriori, ridimensionati, con il carico da cellula di sicurezza, spostato sui posteriori, ovviamente maggiorati. La nuova Jazz sarà soltanto ibrida, un’ibrida davvero particolare, vediamo perché. Normalmente, la maggior parte dei sistemi in commercio, a meno che non si parli di Plug-in (auto con grossa autonomia in elettrico, ricaricabili tramite presa), accoppiano un elettrico ad un motore termico, che svolge, comunque, ruolo fondamentale, nella trasmissione della coppia alle ruote.

 

Qui non è così. Un termico di 1.4 litri (ciclo Atkinson, che predilige emissioni e consumi a prestazioni esasperate) si interfaccia con due elettrici, per una potenza complessiva di 109 Cv. Prevalentemente, soprattutto su percorsi urbani, l’auto viene spinta sempre dagli elettrici e, quando la batteria agli ioni di litio è scarica, il termico si attiva come generatore, ma in tratte autostradali, il sistema riconosce la necessità di un altro tipo di spinta ed è il termico a trasferire coppia alle ruote. Un sistema complesso, insomma, gestito da un cambio CVT (a trascinamento continuo), controllato elettronicamente, in grado di stabilizzare il rapporto, alla moda di un normale automatico.

 

 

I consumi, soprattutto su ciclo urbano, dovrebbero essere (la proveremo a breve e riferiremo con dovizia di particolari) realmente molto contenuti: circa 2,4 litri per 100 km. Gli interni sono futuribili ed intuitivi, con un sistema mediato direttamente dallo stile smartphon (l’auto è compatibile sia con Apple che Android) ed è dotata di un assistente virtuale, che non vediamo l’ora di testare personalmente, perché stando al video, sembra riconoscere i comandi vocali senza troppi termini codificati e quasi conversa con l’utente. In quanto a sicurezza: la nuova Jazz è una delle poche auto del suo segmento ad avere all’attivo 10 airbag ed inoltre, inoltre c’è una telecamera grandangolare che riconosce i pedoni anche con scarsa visibilità,

 

 

legge i cartelli stradali, ha il cruise adattivo ed il sistema che corregge automaticamente gli abbaglianti. In un anno intero, a pieno regime post covid, qui da noi si parla di 5.000 unità l’anno. Gli allestimenti per la Jazz sono 3 ed i prezzi vanno dai 22.500 ai 25.400 euro, per la Crosstar ce ne vogliono 26.900. Poi c’è la promozione (non si sa fino a quando dura), che vede prezzi a partire dai 19.900 euro ed 8 anni di garanzia, con chilometraggio illimitato.

Giovanni Massini